Giovedì 18 Ottobre 2012

Yara, altri sei mesi d'indagini
E ritraduzione della frase di Fikri

Caso Yara Gambirasio. Si è conclusa con un colpo di scena la nuova udienza del gip di Bergamo Ezia Maccora che doveva pronunciarsi sull'archiviazione del fascicolo a carico di Mohammed Fikri, l'unico indagato - sia pure formalmente - dell'omicidio della ginnasta tredicenne, rapita a Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata morta esattamente tre mesi dopo in un campo incolto di Chignolo d'Isola: il gip ha disposto altri sei mesi d'indagini e la ritraduzione della frase controversa.

È stata così sconfessata la tesi del pm Letizia Ruggeri e della procura in generale che aveva domandato l'archiviazione per Fikri. L'udienza, in programma originariamente alle 14,30 di giovedì 18 ottobre, era stata rinviata alle ore 19 perché il gip si era riservata qualche ora in più per decidere.

Il giudice delle indagini preliminari lo scorso 4 ottobre aveva chiesto al pm Ruggeri la consegna di tutti gli atti sul caso, compresa la relazione sull'autopsia (fatta pervenire alcuni giorni dopo). Accanto al pm Ruggeri, alle 14,30, c'era anche il procuratore aggiunto Massimo Meroni.

La presenza di Meroni è stata interpretata come un segnale concreto al gip che era la procura in generale, e non soltanto il pm Ruggeri, a chiedere l'archiviazione del fascicolo a carico del marocchino. Erano state in pratica rafforzate le considerazioni del pm Ruggeri, ma evidentemente il gip Maccora non è stato di questo avviso.

Ricordiamo che a chiedere un'ulteriore traduzione della frase che aveva fatto inizialmente finire in carcere Fikri («Allah mi perdoni, non l'ho uccisa io»), poi scarcerato perché una diversa traduzione lo scagionava («Allah, fa che risponda», dove a rispondere dove essere un suo creditore), era stata direttamente la mamma di Yara.

Il gip ha disposto che la traduzione della frase controversa sia effettuata da una persona madrelingua e competente. Inoltre il gip vuole conoscere elementi in possesso dei Ris e che non sono riportati nella relazione del pm, il più importante dei quali è il come si è arrivati a individuare il profilo del dna dell'assassino (l'ormai famoso Ignoto 1, che condurrebbe alla cosiddetta pista di Gorno). Il giudice ha inoltre disposto l'acquisizione del procedimento di comparazione del dna di Fikri con quello ritrovato sul corpo della ragazza uccisa. Una comparazione che aveva dato esito negativo.

Soddisfazione per la decisione del gip è stata espressa da Giorgio Portera, consulente della famiglia Gambirasio. Considerato che il fascicolo contro ignoti è destinato a essere archiviato a gennaio, e dunque tra tre mesi, in questo modo gli inquirenti avranno la possibilità di indagare per un maggior periodo di tempo.

a.ceresoli

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