Sabato 23 Febbraio 2013

Mons. Capovilla sull'immigrazione
«Accogliere con rispetto e amore»

«Dobbiamo accogliere con sommo rispetto e amore o tendere almeno a questo, perché siamo cristiani, siamo cattolici cioè universali, senza frontiere, colori della pelle o culture o tradizioni o modi di governare. Mi sembra che quel sommo rispetto e amore non corrispondano al momento che stiamo vivendo».

Lo ha sottolineato monsignor Loris Capovilla, già segretario di Giovanni XXIII, in un intervento registrato in video al convegno diocesano «Quale carità dopo il Concilio?», promosso dalla Caritas, con l'intervento degli operatori di tutte le Caritas parrocchiali, che si è svolto sabato 23 febbraio a Napoli.

Mons. Capovilla, nel giorno dell'ultimo incontro ufficiale di Benedetto XVI con Napolitano, ha ricordato nel suo messaggio un precedente incontro tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'attuale pontefice, Benedetto XVI: «Il 4 ottobre 2008 - ha ricordato Capovilla - Napolitano ricevette al Quirinale, antica dimora dei papi, il Papa Benedetto XVI in un incontro soave nella festa di San Francesco. Napolitano accolse il Papa come meglio non si poteva immaginare. E il Papa rispose con altrettanta bontà. Alla fine del suo discorso, Benedetto disse: "signor Presidente mi permetta di concludere con parole del mio predecessore Giovanni XXIII, non dette qui in Quirinale né in Vaticano, ma alla stessa data di oggi, nel 1962, ad Assisi sulla tomba del poverello, quando fece un auspicio per il Paese: "E Tu Italia diletta, alle cui sponde per disposizione della Provvidenza è approdata la barca di Pietro, per questo motivo vennero a te da tutti i lidi tutte le genti, che tu sai accogliere con sommo rispetto e amore, possa assolvere il tuo compito di evangelizzatrice del mondo"».

Capovilla ha poi aggiunto: "Io avrei voluto dire: santità, il Papa Giovanni che ha amato immensamente il suo Paese ha parlato con entusiasmo del suo popolo, però mi è sembrato che quel sommo rispetto e amore non corrispondano al momento che stiamo vivendo. Possiamo dire di accogliere con sommo rispetto e amore, o tendiamo almeno a questo, siamo cristiani, siamo cattolici cioè universali, senza frontiere, colori della pelle, o culture o tradizioni, o modi di governare».

m.sanfilippo

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