Venerdì 26 Aprile 2013

Violenza sessuale e maltrattamenti
Un muratore condannato a 5 anni

Cinque anni per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. È la condanna che ha rimediato mercoledì, in abbreviato davanti al gup Alberto Viti, un muratore di 49 anni, residente a Seriate. L'uomo è accusato di aver costretto a rapporti sessuali la moglie (da cui s'è separato nel 2011) e di aver picchiato e insultato la donna, la figlia e la suocera.

I fatti addebitati vanno dal 1999 al 2011, secondo l'accusa scatenati dalla gelosia di lui. Ma l'avvocato difensore Antonio Cocchia, invocando l'assoluzione, ha sostenuto che si trattava di liti familiari nelle quali pure le donne menavano, tanto che una volta anche il muratore era finito in ospedale con lesioni.

I maltrattamenti e le violenze sessuali, secondo la moglie, sarebbero andati avanti per anni. Stando al racconto di lei, il marito era solito rifilare sberle, pugni e una volta le avrebbe anche messo le mani al collo. In quest'ultima occasione s'era decisa a rivolgersi a un'assistente sociale, che l'aveva convinta a denunciare.

Per l'uomo il 2 novembre 2011 era scattata la misura dell'allontanamento dalla casa familiare, disposta dal gip per maltrattamenti e non per violenza sessuale. I maltrattamenti, secondo l'accusa, sarebbero avvenuti anche nei confronti della figlia, ora ventitreenne. La ragazza era finita in ospedale con un trauma distorsivo alla spalla destra, in seguito - sempre secondo l'accusa - a un'aggressione del padre. Pure la suocera del muratore era finita al pronto soccorso, perché il muratore le avrebbe schiacciato il polso nella porta di casa.

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m.sanfilippo

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