Lunedì 28 Ottobre 2013

«Province abolite entro fine anno»
Regione: No a ipotesi del Governo

«Via allo svuota-Province: entro la fine dell'anno le aboliremo e tutti i poteri andranno ai Comuni». Così il ministro agli Affari regionali, Graziano del Rio, intervistato da Repubblica. Resistenze ce ne sono, aggiunge, «anche dentro il Pd. Ma abbiamo fatto una promessa agli elettori e adesso dobbiamo mantenerla. Stiamo per affrontare la discussione in commissione Affari costituzionali della Camera. L'idea è quella di ridurre le varie materie di competenza oggi assegnate alle Province. Parallelamente ci sarà un Disegno di legge per una modifica costituzionale che verra' presentato entro l'anno» per eliminare la loro iscrizione in Costituzione.

La Regione Lombardia sulla questione si era espressa lo scorso mese con un secco «No al disegno centralistNoa del Governo».

«Sono le Regioni - dicono al Pirellone - ad avere la possibilità di individuare il modello organizzativo più rispettoso delle peculiarità territoriali e le funzioni aggiuntive del livello intermedio delle proprie Province, mantenendo l'elezione diretta degli organi».

Il Consiglio regionale della Lombardia aveva approvato a maggioranza una mozione presentata da PdL, Lega Nord, Maroni Presidente e Pensionati (primi firmatari Mauro Parolini del PdL e Massimiliano Romeo della Lega Nord) impegnando il Presidente della Giunta Regionale e il Presidente dell'Assemblea regionale a muoversi, anche insieme alle altre Regioni, per dire no al Disegno di Legge riguardante le Province.

Nel documento si evidenzia che le “Province gestiscono 125 mila chilometri di strade extraurbane, 5mila edifici scolastici con 120 mila classi frequentate da 2 milioni e 500 mila allievi e 850 centri per l'impiego” e che l'abolizione delle province “comporterebbe un aumento di spesa pubblica pari il 25% in più, con un passaggio del personale (56 mila unità”) alle Regioni o dal trasferimento di competenza di area vasta ai comuni”.

Senza contare poi che la soppressione delle Province, provocherebbe ai bilanci di Regioni e Comuni, già oggi gravati dalle difficili condizioni di sostenibilità del loro patto di stabilità, un forte impatto negativo. La mozione sottolinea poi che, in una realtà come quella lombarda, Regione con quasi 10 milioni di abitanti e oltre 1500 Comuni, “è necessario preservare un livello intermedio di governo che renda gestibile il sistema dei servizi sul territorio”.

e.roncalli

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