Carcere, dopo le proteste
scattano i trasferimenti

Dopo le tensioni del fine settimana, quando i detenuti hanno protestato per il sovraffollamento facendo lo sciopero della fame, incendiando pezzi di carta e battendo sulle sbarre delle celle, scattano i primi trasferimenti dal carcere di via Gleno.

Dodici detenuti sono stati assegnati ad altri istituti lombardi: si tratta di quelli ritenuti maggiormente responsabili dei disordini avvenuti sabato sera, durante i quali alcuni agenti della polizia penitenziaria, intervenuti per calmare gli animi, sono rimasti contusi.

E per altri 20 detenuti è stato già disposto il trasferimento in carceri della Sardegna: quest’ultimo provvedimento è stato preso direttamente dal Dipartimento di Roma e non sarebbe connesso con le tensioni dello scorso fine settimana, bensì servirà ad alleviare le condizioni di estremo sovraffollamento (in via Gleno ci sono circa 550 persone, contro una capienza di nemmeno 250).

Nel frattempo la situazione è tornata ala calma e la protesta è rientrata. A confermarlo è il provveditore delle carceri lombarde, Luigi Pagano. «La situazione – ha detto Pagano – è tornata alla calma già nel pomeriggio di domenica. Il sovraffollamento – ha spiegato il provveditore delle carceri lombarde – è un tema che non tocca solo Bergamo, ma è diffuso a livello nazionale. Certo, a Bergamo si sono toccati livelli molto alti, ma altri istituti non stanno meglio. Gli ingressi sono sempre molti, le uscite poche. Il tema merita certamente una riflessione. Ma il problema non si risolve solo pensando a nuove strutture, pur necessarie: la società civile si deve interrogare e individuare misure alternative al carcere. E a questo proposito la realtà bergamasca è già una delle migliori: la casa circondariale di Bergamo è infatti all’avanguardia nell’osmosi con il territorio».

Sul sovraffollamento interviene anche un medico che effettua turni in carcere, il dottor Sayed Ahmady, del sindacato medici penitenziari: «Va tenuto presente – ha dichiarato – anche l’aspetto igienico-sanitario: alcune sezioni sono molto sovraffollate e col caldo la situazione non migliora. Il personale sanitario andrebbe aumentato, in particolare il monte ore di psichiatri e psicologi per il sostegno».

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