Via Berlendis, la digitale di un residente
smaschera graffitaro in pieno giorno

Proprio vero che con le macchinette digitali ormai si può fotografare di tutto. Anche il discolo di turno che viene sotto casa a sbizzarrire la propria fantasia e, armato di bombolette dai vari colori, trasforma l’anonima parete di una cabina dell’Enel nella lavagna per il suo graffito. Magari in pieno giorno.

Come è accaduto in via Berlendis, dove una residente ha indossato i panni di moderno Sherlock Holmes e, impugnata la fotocamera al posto della lente d’ingrandimento, ha pizzicato il graffitaro di turno, immortalandolo con lo spray in pugno.

«Ecco le due foto: opera e artista – ironizza la residente, che però non nasconde una certa amarezza –. Questi graffitari agiscono del tutto indisturbati, spesso in pieno giorno. La foto risale a qualche settimana fa e inizialmente ero indecisa se renderla o meno pubblica. Poi mi sono decisa quando, passando sulla pista ciclabile vicino a casa mia, ho visto altre scritte e dopo che, l’altro giorno, ho letto su "L’Eco" che un graffito era comparso addirittura in via Borfuro. Sono reduce da un viaggio in Australia e là queste cose non succedono. Qui da noi, invece, tutto è permesso, anche se non ci vorrebbe molto a scoprire chi sono i graffitari: l’ho fatto anch’io».

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