Acqua, è emergenza: per l’agricoltura si profila lo stato di calamità naturale

Nella Bergamasca torna l’emergenza idrica e per l’agricoltura si prennuncia lo stato di calamità naturale.

Tanto che il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca è già dovuto correre ai ripari, rivedendo i turni di irrigazione: attualmente gli agricoltori ricevono acqua almeno una volta alla settimana, ma se nell’arco di 10 giorni la situazione non cambierà sensibilmente i campi riceveranno acqua solo ogni 15 giorni.

Siamo a livelli peggiori del 2003 - come spiega Marcello Moro, presidente del Consorzio - che era stata una delle annate peggiori per i nostri corsi d’acqua: quest’anno alla forte crisi dei fiumi si aggiunge il fatto che i bacini montani dispongono del 50% delle risorse normali. Insomma, se non pioverà, la situazione si farà critica.

Nella roggia Morlana l’acqua è un decimo del livello normale, per il Serio (nella fotografia) le portate medie diurne sono pari a 7,5 metri cubi al secondo contro una media di periodo di 15, altri corsi sono desolatamente asciutti. Il Brembo dai 20 metri cubi abituali è sceso a 8, il Cherio può offrire solo un metro cubo d’acqua al secondo; e preoccupa anche la condizione dell’Adda che potrà fornire il 70% di quanto abitualmente viene prelevato.

Considerato che ci sono da irrigare 22 mila ettari di terreno (5.000 aziende agricole) e che le colture che sono in una fase critica, il quadro è chiaro.

E così il Consorzio è al lavoro per presentare alla Provincia e alla Regione la richiesta di riconoscimento di calamità naturale. I danni saranno quantificati a fine stagione, ma è facile presumere che saranno ingenti.

(09/06/2005)

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