Albino «tira la cinghia»
La Giunta si riduce il gettone

Un piano per la casa dedicato agli affitti che aiuta l'incontro fra domanda e offerta, un nuovo versamento sul fondo in sostegno ai disoccupati, una sforbiciata nei gettoni di presenza e nelle indennità dei politici. E ancora: un ritocco verso l'alto di alcune tariffe, seguito però dalla diminuzione di altre.

Albino «tira la cinghia» La Giunta si riduce il gettone
Un piano per la casa dedicato agli affitti che aiuta l'incontro fra domanda e offerta, un nuovo versamento sul fondo in sostegno ai disoccupati, una sforbiciata nei gettoni di presenza e nelle indennità dei politici. E ancora: un ritocco verso l'alto di alcune tariffe, seguito però dalla diminuzione di altre.

Sono queste le novità contenute nel bilancio di previsione 2010 approvato dal Consiglio comunale di Albino. Il via libera è arrivato con il voto favorevole della maggioranza di centrosinistra, l'astensione di Lega e Pdl, contraria la lista Rizzi. Una premessa è d'obbligo: il bilancio 2010 del Comune si «autoinfligge» le sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità. Quest'ultimo è il (contestatissimo) meccanismo imposto dallo Stato per la riduzione della spesa pubblica, che finisce però con il penalizzare i Comuni virtuosi (come la quasi totalità di quelli bergamaschi) perché chi più ha risparmiato in passato, più deve tirare la cinghia.

Il patto pone limiti di spesa, pena l'applicazione di sanzioni: «La scelta è stata sforare, pagando comunque i fornitori. Perché, con la crisi economica, è assurdo che si chieda agli enti locali di congelare i vari pagamenti a terzi», spiega l'assessore al Bilancio Roberto Benintendi. Il bilancio 2010 è stato quindi messo a punto tenendo conto di eventuali sanzioni. Fra queste, la riduzione del 30% delle indennità e dei gettoni di Consiglio e Giunta: dal 1° gennaio ad Albino tutti si sono autoimposti la sforbiciata. Patto di stabilità a parte, vediamo i numeri. Il bilancio ad Albino pareggia sui 20 milioni di euro. Le spese per opere pubbliche sono preventivate in 6,7 milioni. Per sostenerle, grazie a un lavoro di ricognizione, dalle pieghe del bilancio è emerso un «tesoretto» di circa 1,5 milioni.

Ci sono balzelli, ma anche buone notizie: la tariffa internet in biblioteca è stata dimezzata, le rette degli asili sono state alleggerite per le fasce più basse.

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