Martedì 28 Marzo 2006

Colpo al distributore di benzina di CapriateArrestati un bergamasco e tre venti

Sono stati processati con rito direttissimo questa mattina i presunti autori del colpo compiuto domenica notte alla Esso di San Gervasio di Capriate, sulla provinciale Rivierasca. Per i quattro arrestati - tre veneti e un 54enne di Chignolo d’Isola - il giudice ha disposto la convalida dell’arresto, la custodia in carcere e ha poi trasmesso gli atti alla Procura per il processo. Nel corso dell’interrogatorio i quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La banda è ritenuta responsabile dell’assalto alla stazione di rifornimento Esso, dove era stata fatta saltare la cassa continua col gas. Gli autori del colpo erano fuggiti con 30.000 euro. Subito dopo erano scattate le ricerche delle forze dell’ordine. I quattro erano già tenuti d’occhio perchè sospettati di far parte del gruppo d’assalto ai furgoni portavalori e invece i malviventi - due dei quali ex della mafia del Brenta arrestati dalla squadra mobile di Padova - facevano i colpi ai bancomat. Gli agenti della questura euganea li hanno bloccati assieme ai colleghi della squadra mobile di Bergamo a casa di uno degli indagati, a Chignolo d’Isola poco dopo il colpo a Capriate San Gervasio. Nell’abitazione c’era anche il bottino che è stato tutto recuperato assieme a bombole di ossigeno e gas utilizzato per la deflgrazione. Gli arrestati sono Antonio Santelli, 54 anni, di Chignolo d’Isola, Antonio Sartori (49), di Padova, Paolino Mazzucato (47), di Ponte San Nicolò (Padova), e Antonio Cavallin (45), di Rosà (Vicenza), questi due ultimi nomi noti per le vicende legate alla ex Mala del Brenta. I tre veneti avevano lasciato la casa di Santelli, considerato dagli investigatori il basista del gruppo, e stavano allontanandosi con un’auto rubata, ma nel parcheggio sono stati bloccati dagli agenti che li avevano circondati. Il gruppo era da tempo sotto controllo della mobile patavina in quanto il nome dei quattro spesso si intrecciava con altri pezzi da novanta nell’inchiesta sugli assalti ai portavalori. Si sospettava che facessero parte del gruppo di fuoco, vista anche la presenza di due ex della banda di Felice Maniero. Invece è emerso che la loro specializzazione erano i bancomat o le casse continue. Non sono stati però mai colti sul fatto fino all’altra sera quando la polizia è venuta a sapere che si stavano accingendo ad un nuovo colpo. È scattato così il piano che ha poi portato all’arresto dei quattro accusati, tra l’altro, di furto pluriaggravato, riciclaggio, uso di materiale esplodente.(28/03/2006)

e.roncalli

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