Martedì 24 Ottobre 2006

Motorizzazione, sciopero degli straordinari

Esami per le patenti e revisioni di automezzi a singhiozzo. È quanto si prospetta, a Bergamo e provincia, per i prossimi giorni, forse per le prossime settimane: all’origine del disagio, che potrebbe diventare anche pesante se non si arriverà a una «sblocco», è una forma particolare di «sciopero» a cui aderiscono i dipendenti della Motorizzazione. Una protesta a livello nazionale, che a Bergamo è iniziata lunedì, proclamata ad oltranza, che coinvolge nella quasi totalità i dipendenti della Motorizzazione civile. I dipendenti si astengono completamente dal lavoro straordinario (praticato usualmente per rispondere alle richieste di patenti, revisioni e altre perizie tecniche, nonostante la cronica carenza di personale). Questo, quindi comporterà che tutti gli esami e le revisioni programmata in orari diversi da quelli d’ufficio (ovvero, per Bergamo, al lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio e al sabato mattina) slitteranno in data da definire. «Finora, ma siamo solo al secondo giorno di agitazione, siamo riusciti a collocare in altri orari patenti e revisioni già fissati - afferma il direttore della Motorizzazione civile di Bergamo, Giancarlo Casarini - . Ma se lo stato della protesta non arriverà a una rapida evoluzione, entro la fine della settimana, sarà automatico che salti, per il mese di ottobre, almeno il 50 per cento delle sedute fissate sia per gli esami delle patenti di guida sia per le revisioni e i collaudi fatti fuori ufficio». Il motivo della protesta nazionale? «L’astensione dal lavoro straordinario ha all’origine la decisione del nuovo governo di separare il ministero delle Infrastrutture in due, quello dei trasporti e il dipartimento delle infrastrutture: e noi sostanzialmente ci troviamo senza alcun referente - spiega Bruno Falconetti, dipendente della Motorizzazione civile di Bergamo e sindacalista di Rdb, Rappresentanze di Base -. Questo perché il decreto attuativo che ci assegna al ministero dei Trasporti non ha previsto la creazione di alcun capo del personale. Inoltre, è stata rigettata la proposta di creazione a Bergamo di un’Agenzia dei Trasporti, mentre si ventila l’ipotesi di assegnarci agli uffici territoriali governativi, che fanno capo alle Prefetture, proprio mentre con la Finanziaria si ipotizza la cancellazione di parecchi Utg. In questo quadro di totale confusione si aggiunge la cronica carenza di personale: dal 1995 a Bergamo non c’è più turn over, dovremmo essere in 70 dipendenti, arriviamo a mala pena alla quarantina».(24/10/2006)

e.roncalli

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