Rimini, Grand Hotel «targato» Bergamo

Dallo scorso 24 aprile, dopo la contesa con l’immobiliarista romano Danilo Coppola, la proprietà del Grand Hotel di Rimini è tornata ufficialmente in mani bergamasche. Riprendono infatti il timone dell’albergo più noto della Romagna, Casto Iannotta, «nato» all’Hotel Milano di Bratto e dal 2001 presidente, oltre che fondatore, della catena di alberghi Advance Hotel e Isidoro Fratus, che insieme detengono la totalità azionaria della «Grand Hotel di Rimini srl», società che gestisce la storica struttura alberghiera. Sarà pure per la numerosa clientela orobica che, con assiduità, frequenta quello che viene considerato il ritrovo preferito dell’«high life» internazionale. O, come qualcuno sussurra nella cittadina marittima, per la preferenza della «manodopera» bergamasca a quella della Riviera adriatica: più che tra il personale dello staff - dove saltuariamente si registrano solo alcuni stagisti provenienti dagli istituti alberghieri della nostra provincia - tra quello dei cantieri tuttora presenti all’esterno e all’interno dell’imponente hotel, tanto amato da Fellini, che ne fece l’icona per il suo «Amarcord», che nel 2008 compirà cento anni. Proprio in vista del centenario l’obiettivo della cordata bergamasca è quello di riportare agli antichi splendori l’hotel, sia sul piano strutturale che su quello gestionale, rilanciandolo sul mercato.

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