Volontario Cri salvato dai colleghi «Sono vivo grazie al defibrillatore»

Volontario Cri salvato dai colleghi
«Sono vivo grazie al defibrillatore»

Tarcisio Bacis, volontario della Croce Rossa di Dalmine, il 16 dicembre scorso è stato colto da un grave malore, causato da un’aritmia maligna: è finito in arresto cardiaco proprio mentre era in servizio alla sede della Cri di Dalmine, ma il pronto intervento dei colleghi gli ha salvato la vita.

È come se quello che ha dato agli altri in tutti questi anni di Croce Rossa gli sia stato restituito tutto in una volta sola. Tarcisio Bacis, detto «Cisio» dai compagni, ha 65 anni, vive a Osio Sotto con la famiglia ed è un volontario Cri dal 1985. Quel 16 dicembre era alla sede della Cri di via Marconi a Dalmine, in servizio e pronto a partire nel caso fosse arrivata una chiamata di emergenza: con lui a comporre la squadra c’erano Silvia Oberti, 25 anni, e Giuseppe Lodetti, 66 anni. Tarcisio era seduto su un divano, quando ha perso conoscenza e in poco tempo è andato in arresto cardiaco. I colleghi hanno immediatamente capito che la situazione era molto grave: lo hanno steso per terra, e mentre Giuseppe cominciava a praticare il massaggio cardiaco Silvia chiedeva al 118 un’automedica e un’ambulanza. I due hanno quindi utilizzato il defibrillatore.

«Si chiama Dae (Defibrillatore automatico esterno) – spiegano – ed è facilissimo da usare per chiunque: fa quasi tutto lui e una voce ti guida passo passo nel suo utilizzo». Questa storia è quindi l’occasione, per la squadra, per sensibilizzare la diffusione dei defibrillatori e della conoscenza delle manovre di rianimazione.


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