Mercoledì 27 Ottobre 2010

«Basta lavorare con chi ci insulta»
In Same, Fim Cisl farà da sola

Stop a quelle che definisce «ipocrisie unitarie» in Same con la Fiom-Cgil: la Fim-Cisl dà un taglio netto alla gestione sindacale unitaria nell'azienda trevigliese e decide di portare avanti per conto suo la trattativa sull'integrativo. Questo perché per la Fim, all'interno della fabbrica trevigliese ormai «non ci sono più le condizioni per proseguire i rapporti sindacali unitari».

«Non possiamo più sederci al tavolo delle trattative - spiega il segretario provinciale Fim-Cisl Ferdinando Uliano - con chi ci insulta e ci chiama venduti e aggredisce e intimidisce i nostri rappresentanti e i nostri iscritti. Non possiamo più accettare le offese personali: alla Same non è in gioco solo la libertà sindacale, è in gioco la libertà individuale e il rispetto delle persone. Vogliamo interrompere il clima di terrore e di omertà che regna alla Same».

Per questo ieri Uliano, a nome della Fim-Cisl bergamasca, ha inviato alle segreterie di Fiom-Cgil e Uilm-Uil, alla Same Deutz-Fahr e a Confindustria Bergamo una durissima lettera avente per oggetto l'«impossibilità allo svolgimento di attività sindacale unitaria». Il caso Same dunque va ben al di là della vicenda del lancio delle uova contro la sede della Cisl di Treviglio effettuato dal corteo Fiom partito proprio dall'azienda di trattori.

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a.ceresoli

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