Mercoledì 22 Maggio 2013

«Tartassati da fisco ed energia»
Gli artigiani: lo Stato ci soffoca

La crisi non aiuta: ma nemmeno le condizioni operative sul territorio sono alleate. Anzi. E quando si parla di piccole e medie imprese, artigiane nello specifico, il quadro diventa devastante se non si dà corso, al più presto, ad un deciso cambiamento. È quanto evidenzia il Rapporto 2013 Artigianato e piccole imprese di Confartigianato Lombardia che, proprio per stimolare al radicale cambiamento dei fondamentali del sistema, quest'anno è dedicato al tema «Un nuovo inizio: Dalla resistenza al cambiamento». Il nemico prioritario è la crisi. Ma l'analisi e i dati tracciati dal rapporto evidenziano come a frenare e condizionare negativamente il sistema sono le situazioni operative in cui le stesse aziende operano nel tessuto locale: credito, imposizione fiscale, giustizia, energia sono i vincoli più pressanti. E li conoscono bene i 43.184 imprenditori artigiani bergamaschi che rappresentano il 27,1% dell'imprenditoria totale presente sul territorio. Ben 32.606 le imprese artigiane attive che rappresentano il 34,2% delle aziende orobiche.

La dinamica dell'artigianato bergamasco anche nel corso del 2012 (con base di riferimento il mese di febbraio) si è confermato negativo: 2,5% in meno nel numero delle imprese con variazioni negative oltre la media nel settore delle costruzioni (-4,1%) che rappresenta quasi il 48% delle imprese artigiane operative. Un -2,2% lo ha segnato, invece, l'ambito manifatturiero. In contrazione (-0,5% ) i servizi alle persone, mentre l'ambito dei servizi alle imprese risulta positivo di quasi un punto percentuale (+0,9%).

Tra i lacci che rischiano di strozzare il sistema artigiano, il Rapporto 2013 evidenzia anche il capitolo fiscalità locale. Basti partire dal dato relativo all'addizionale comunale Irpef: in provincia di Bergamo è pari a 47 euro per abitante. Il Lombardia si ferma al 41,4 euro. Con una differenza di circa il 13%.

Tra i temi bollenti, infine, il capitolo energetico: le imprese bergamasche pagano l'energia elettrica 293 milioni di euro in più rispetto ai competitor europei. E in un anno, a testimoniare l'aggravarsi della situazione, va ricordato che la situazione è peggiorata di ben 63 milioni.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 22 maggio

fa.tinaglia

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