Martedì 27 Marzo 2012

Manolo, 28 mesi in officina
L'addetto gomme ora è campione

Il ghiaccio è rotto. Manolo Gabbiadini ha finalmente risentito il dolce fruscìo che produce il pallone a contatto con la rete, la prima violata in serie A, prima che il boato del Comunale lo sommergesse. Fruscìo e boato, due «rumori» che sicuramente saranno già nel cuore del giovane bomber di Bolgare.

Ma la vita di Manolo è stata scandita anche da altri rumori: quelli del lavoro, dell'officina di zio e cugini, a Bagnatica. Lì ha lavorato dal 27 novembre 2007, il giorno dopo il suo 16° compleanno, al 22 marzo 2010: quasi 28 mesi, contratto da apprendista part-time, perché il calcio già a quei tempi richiedeva il suo bell'impegno.

«Il Manolo che vedete in campo è quello che lavorava qui, non è cambiato», è il refrain che circola all'officina Gabbiadini Daniele, portata avanti adesso dai figli Vania e Igor. «Fu lui a chiederci di assumerlo - spiega Vania -. Rispondeva esattamente alle nostre esigenze: ragazzo quadrato, grande lavoratore. Merito anche della sua famiglia, veramente esemplare».

Manolo, come incarico principale, era addetto alle gomme, sotto la supervisione di Igor. «Lo scriva - ride lui -: tutto ciò che sa gliel'ho insegnato io, a cominciare da quel sinistro a giro... Scherzi a parte, è sempre stato uno strapreciso e affidabile».

Di grande dolcezza anche i ricordi dei colleghi. Manuel Fracasetti: «A volte penso che abbiamo capito prima noi di lui che sarebbe diventato un campione: il lunedì dopo l'esordio in panchina contro la Juve (17 maggio 2009) era qui a sfacchinare come se niente fosse».

Leggi di più su l'Eco di marrtedì 27 marzo

m.sanfilippo

© riproduzione riservata