Rivoluzione tecnologica a un passo
Moviola in campo. Vota il sondaggio

La rivoluzione tecnologica nel calcio, dopo anni di battaglie, polemiche e dinieghi, è a un passo, e quello che sembrava un vero e proprio tabù questa volta rischia davvero di cadere: l’International Football Association Board (Ifab) ha raccomandato di sperimentare l’uso della videotecnologia per aiutare gli arbitri di calcio.

L’ostacolo principale, finora, era proprio il tradizionalismo dell’associazione che ha il potere assoluto sulle regole del calcio, composta dalla Fifa e dai membri indipendenti delle quattro federazioni britanniche, «sacri custodi» della tradizione.

Ora il gruppo di lavoro apposta convocato ha invece ribaltato la prospettiva, dando mandato all’assemblea Ifab del prossimo marzo di spingere le federazioni a provare quello che finora era vietato. Basti pensare al precedente della testata di Zidane a Materazzi: tutti i presenti allo stadio di Berlino quel 9 luglio 2006 assicurarono che l’arbitro aveva espulso il francese solo dopo la segnalazione del quarto uomo, che aveva visto l’immagine da un video tv a bordo campo, ma la Fifa negò all’infinito. E quattro anni dopo, in Sudafrica, fu costretta a vietare i replay sui maxischermi per non far parlare di «moviola di fatto in campo». Il tabù, in ogni caso, non era solo la parola.

L’indiscrezione sulla svolta dell’International Board, trapelata dopo la riunione dell’Ifab al Royal Garden Hotel di Londra, è stata confermata dalla stessa Fifa attraverso una nota apparsa sul suo sito nel corso della notte tra giovedì e venerdì. Per il momento non si conoscono ancora i dettagli né le modalità del protocollo che potrebbe portare all’introduzione della video-assistenza per gli arbitri.

Ma le singole federazioni verranno «caldamente invitate» a votare a favore di una fase di sperimentazione della nuova tecnologia fin dalla prossima assemblea mondiale dell’International Board in programma dal 4 al 6 marzo a Cardiff: insomma, il cammino è appena cominciato, ma ora una strada c’è.

Anni e anni di resistenze - in primis quella del n.1 dell’Uefa, Michel Platini, che proprio ieri e dopo i 90 giorni di sospensione, ha ritirato la sua candidatura alla presidenza della Fifa - sono pronte a cadere vista la necessità del mondo del pallone di allinearsi alle novità tecnologiche.

«Bene così! L’Italia è stata tra le prime Federazioni, se non la prima, a spingere in questa direzione» è stato il commento del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ribadendo la disponibilità dell’Italia a sperimentarla (disponibilità alla sperimentazione - che potrebbe essere avviata dalla prossima stagione - è stata avanzata anche dall’Olanda).

A pochi giorni dalla prima positiva applicazione della «goal line technology» (approvata nel 2012 e attivata nel campionato italiano da questa stagione: parliamo del gol del 3-3 di Pepe del Chievo contro la Roma), Tavecchio rinnova l’invito avanzato alla Fifa ormai più di un anno fa: «Con una lettera indirizzata all’allora presidente Blatter, chiedemmo di essere inseriti nel programma di sperimentazione che, speriamo davvero, parta nei prossimi mesi. L’Italia - che tra l’altro è proprietaria di due brevetti - da anni studia la materia e vuole contribuire portando all’attenzione internazionale anche alcune sue proposte».

Lunedì la Federcalcio dovrebbe rinnovare la richiesta alla Fifa per essere tra i campionati-piloti della sperimentazione. «Gli effetti positivi dell’applicazione della tecnologia sulla linea di porta sono sotto gli occhi di tutti - ha continuato Tavecchio - adesso va applicata anche in altre zone del campo e non solo, sempre con l’obiettivo di tutelare la centralità e la credibilità dell’arbitro che resta l’unico garante dell’applicazione delle regole in campo».

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