Giovedì 12 Giugno 2003

Si complica il caso Catania Urbani commissario ad acta

Il caso Catania - a cui è legato un eventuale blocco delle retrocessioni e tra le ipotesi praticabili ci potrebbe essere una serie A a 20 squadre con il ripescaggio dell’Atalanta - si complica. Al di là degli sviluppi giudiziari legati alla sentenza del Tar e alla nomina del ministro Urbani a commissario ad acta della Figc per rendere esecutiva la sua sentenza, il ricorso presentato dalla società etnea alla Giunta del Coni rischia di essere respinto perché inammissibile.

L’organo del comitato olimpico nazionale si riunisce domani proprio per designare i tre saggi in grado di esprimere un parere sulla vicenda del club. Ma la decisione potrebbe anche non essere presa. L’ipotesi dell’inammissibilità emerge in una lettera che il presidente della Federcalcio, Franco Carraro, ha inviato oggi a quello del Coni, Gianni Petrucci e contestualmente ai membri della giunta e ai revisori dei conti, in cui mette a disposizione della giunta una memoria, fatta e firmata dal segretario della Figc, con la ricostruzione cronologica della vicenda, dalla decisione della disciplinare, alle sentenze della Caf. Nella lettera Carraro scrive che «alcuni giuristi avanzano l’ipotesi di inammissibilità del ricorso del Catania» per come sarebbe stato impostato, ma senza entrare nel merito.

L’inammissibilità potrebbe però essere legata al fatto che il ricorso riguarda una sentenza di un organo di giustizia sportiva (la Corte federale) che né la Figc né il Coni possono sindacare o contestare. L’appello alla Giunta del Coni è previsto nel caso in cui la federazione sia inadempiente, o mal gestita economicamente e per altri casi analoghi. Una casistica insomma in cui non rientra la vicenda Catania.

Ma c’é di più. A complicare la questione oggi è arrivato il ricorso del Paternò (club siciliano di serie C, che, per un caso simile al Catania, dalla Corte federale si è visto annullare la decisione della Caf) alla camera di conciliazione e arbitrato del Coni. Un fatto questo che impedirebbe al Coni stesso di esprimere un parere sul caso Catania, in quanto in base all’ordinamento sportivo se una controversia, con una materia simile è in atto presso la Camera, quest’ultima non può rendere un parere sulla questione.

Intanto va avanti la strada della giustizia ordinaria. In base all’ordinanza del Tar di Catania è stato nominato commissario ad acta sull’intera vicenda il ministro ai beni e alle attività culturali, Giuliano Urbani. La conferma arriva anche dallo stesso sottosegretario, Mario Pescante, che dovrebbe ricevere la delega per occuparsi del caso. Il Tribunale ha dato tre giorni e poi lunedì prossimo se ne discuterà: verifiche sulle eventuali inadempienze della Figc e poi via libera all’intervento del commissario ad acta.

(12/06/2003)

u.negrini

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