Pesticidi, la Ue prepara il giro di vite sul verderame

"Il mio lavoro è proteggere la salute pubblica, quindi sono preoccupato per il potenziale accumulo di rame, metallo pesante non degradabile nel terreno", ha motivato la sua scelta il commissario Ue competente Vytenis Andriukaitis.

BRUXELLES - Restrizioni in vista per i pesticidi a base di rame, ampiamente utilizzati in agricoltura ed essenziali nella viticoltura biologica come il noto verderame. In settimana la Commissione Ue presenterà agli stati membri un regolamento che introduce nuovi e più stringenti limiti all'impiego di solfato di rame, poltiglia bordolese e affini. Usate in Europa dal XIX secolo, dal 2015 queste sostanze sono 'candidate alla sostituzione' nel quadro delle regole Ue sugli agenti chimici a causa delle loro caratteristiche di persistenza, bioaccumulo e tossicità. "Il mio lavoro è proteggere la salute pubblica, quindi sono preoccupato per il potenziale accumulo di rame, metallo pesante non degradabile nel terreno", ha motivato la sua scelta il commissario Ue competente Vytenis Andriukaitis.

 

Il verderame, però, è sostanza il cui uso non solo è autorizzato nell'agricoltura biologica, ma in alcuni casi è indispensabile per il trattamento di funghi e batteri. Come per la viticoltura bio che, nonostante anni di ricerca di soluzioni alternative, tuttora non può farne a meno e non può, al contrario degli agricoltori 'convenzionali', sostituirlo con sostanze di sintesi. L'attuale licenza dei composti del rame scade nel gennaio 2019 e, secondo fonti vicine al dossier, il 19 e 20 luglio la Commissione proporrà un rinnovo di autorizzazione per 5 anni con riduzione dei limiti di utilizzo da 6 a 4 kg all'ettaro l'anno. L'esecutivo comunitario sembra intenzionato inoltre a cancellare la flessibilità concessa dagli attuali regolamenti, secondo cui si può 'spalmare' la soglia su cinque anni (30 kg/ha) così da poter 'recuperare' il prodotto non usato nelle annate che richiedono meno trattamenti in quelle in cui invece ne servono di più. Un meccanismo, questo, a cui si fa ampio ricorso anche in Italia, soprattutto nelle regioni del Nord nelle annate con piogge abbondanti, quando la pressione di funghi e batteri nei vigneti è più forte.

 

Per i viticoltori bio francesi la proposta della Commissione mette a repentaglio importanti produzioni, per questo hanno inviato un corposo dossier al governo di Parigi in cui si chiede l'impegno a mantenere le regole attuali. "Sono consapevole dell'importanza di queste sostanze per gli agricoltori, in particolare i produttori bio - ha spiegato Andriukaitis - ma la mia priorità è proteggere l'ambiente e la salute". Una volta presentata la sua proposta di regolamento settimana prossima, la Commissione vorrebbe metterla ai voti in ottobre.

 

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