Giovedì 11 Febbraio 2010

L'inchiostro corrode i documenti
a rischio le carte del Caravaggio

Nell'anno del Caravaggio proliferano le mostre dedicate al celebre artista, ma mentre l'attenzione è puntata sulle tele del Merisi, i documenti dello stesso conservate all'Archivio di Stato di Roma rischiano di scomparire. A lanciare l'allarme è proprio il direttore dell'Archivio Eugenio Lo Sardo che sulle colonne de IlSole24Ore ha sottolineato: «I documenti del pittore si stanno lentamente distruggendo. Non ci sono soldi per i restauri».

Il problema è legato in particolare alla forte acidità degli inchiostri con cui sono redatti i documenti caravaggeschi che provoca la corrosione della carta. I documenti sono svariati: contratti stipulati dal Caravaggio con collezionisti, ordini di cattura del magistrato che arrestò il pittore per porto abusivo d'armi, l'inventario delle cose possedute dal Merisi e altri ancora. Si tratta di documenti rilegati in grandi libri di 600-1000 fogli. Il restauro di ogni libro può costare al massimo 2.500.

Responsabile del servizio di restauro delle carte è la dottoressa Orietta Verdi, dell'Archivio di Stato di Roma. Archivio presso il quale, racconta in un'intervista pubblicata su L'Eco in edicola l'11 febbraio, è in preparazione una grande esposizione, «Lo scrigno di Caravaggio», che sarà visitabile dall'autunno 2010, in cui saranno esposti, tra il molto altro, l'inventario in originale degli oggetti presenti nella casa abitata a Roma dal Caravaggio, e la documentazione, pure in originale, dei processi contro di lui intentati. Apposita sezione su «Modelli e modelle» proporrà un'identificazione di alcuni personaggi che posarono per molte opere del pittore.

Che Caravaggio emerge dai documenti? «È un uomo che sa di valere e che si fa spazio armi alla mano. È coinvolto in aggressioni di strada, porto d'armi abusivo, conflitti generati dalla concorrenza sull'attività dei pittori. I birri lo descrivono, i notai arrivano a disegnare l'arma che porta, lui si difende. In un caso c'è la sua voce diretta, le sue parole trascritte per la deposizione nel famoso processo per diffamazione intentatogli da Giovanni Baglione nel 1602. Nonostante queste ed altre non commendevoli vicende va detto che su di lui non esistono mai denunce per molestie alle donne».

e.roncalli

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