Venerdì 03 Febbraio 2012

Un minuto con Dante Alighieri
«De l'assenso de' tener la soglia»

De l'assenso de' tener la soglia


18. 61       Or perché a questa ogn'altra si raccoglia,
18. 62    innata v'è la virtù che consiglia,
18. 63    e de l'assenso de' tener la soglia.

18. 64       Quest'è 'l principio là onde si piglia
18. 65    ragion di meritare in voi, secondo
18. 66    che buoni e rei amori accoglie e viglia.

18. 67       Color che ragionando andaro al fondo,
18. 68    s'accorser d'esta innata libertate;
18. 69    però moralità lasciaro al mondo.

18. 70       Onde, poniam che di necessitate
18. 71    surga ogne amor che dentro a voi s'accende,
18. 72    di ritenerlo è in voi la podestate.

18. 73       La nobile virtù Beatrice intende
18. 74    per lo libero arbitrio, e però guarda
18. 75    che l'abbi a mente, s'a parlar ten prende".

Continuando la sua spiegazione sulla natura dell'amore, Virgilio aveva ribadito che ogni azione umana è mossa dall'amore ed è orientata verso l'amore, ma che non tutti gli amori sono uguali.

Nell'uomo è innata la virtù che consiglia, che discerne il bene dal male e che deve tenere la soglia dell'assenso, vale a dire: il libero arbitrio sta sulla soglia ed è chiamato a concedere l'accesso agli amori buoni e a negarlo a quelli cattivi. L'uomo non è in balia degli istinti, non è determinato dalla fatalità delle passioni ma ha il potere di orientarli ed eventualmente di rifiutarli.

Virgilio fa poi riferimento ai filosofi e ai sapienti del mondo antico che ragionando andarono a fondo di queste riflessioni sull'etica: costoro si accorsero che è proprio questa innata libertà che fonda l'agire morale dell'uomo. Questi saggi tuttavia non riuscirono a cogliere l'origine della naturale inclinazione verso i primi beni desiderabili, quali ad es. la propria persona, la propria esistenza, la verità e la virtù. Sono solo riusciti a descrivere gli effetti, la fenomenologia dell'amore.

Per conoscere l'origine di questa inclinazione al bene Dante dovrà attendere Beatrice che, nel Paradiso, completerà questa riflessione sulla libertà dell'uomo definendola il maggior dono che Dio fece all'uomo al momento della creazione (cfr. Paradiso V, 19-24).

Enzo Noris

a.ceresoli

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