Dalmine, su volumi e prezzi
Il 2011 inverte la tendenza

Per la Dalmine Spa (Tenaris) è iniziata la risalita, dopo un 2010 che aveva già visto una crescita della produzione e delle spedizioni, ma, a causa della dinamica sfavorevole dei prezzi di vendita, un fatturato sceso, come non accadeva dal 2004 sotto il miliardo di euro.

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Per la Dalmine Spa (Tenaris) è iniziata la risalita, dopo un 2010 che aveva già visto una crescita della produzione e delle spedizioni, ma, a causa della dinamica sfavorevole dei prezzi di vendita, un fatturato sceso, come non accadeva dal 2004 sotto il miliardo di euro.

La discesa dei prezzi è stata solo parzialmente compensata dai minori costi della produzione, in particolare delle materie prime, e questo ha inciso sulla marginalità, con l'utile netto sceso da 108 a 83 milioni di euro.

Il 2011 vede però un'inversione di tendenza. «L'anno è iniziato sotto auspici migliori - spiega Luca Zanotti, da tre mesi amministratore delegato della società -. Si consolida la tendenza positiva dell'"oil and gas", per la domanda crescente, in particolare per i prodotti più sofisticati, che sono il nostro mercato. Anche il settore meccanico ha avuto un buon inizio nel primo trimestre, seppure seguìto da un certo raffreddamento. A questi elementi strutturali si affiancano altri tre eventi che hanno comportato un aumento dei nostri ordini: il fermo della produzione della giapponese Sumitomo per il terremoto, l'incendio che ha fermato lo stabilimento Benteler in Germania e la "primavera araba" che ha spostato la produzione di petrolio verso campi più complessi».

Con la ripresa di volumi e prezzi, ora superiori alla media del 2010, per Dalmine la prospettiva è quindi di tornare quest'anno sopra il miliardo di fatturato.

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