Apprendistato: l'attesa firma
Strumento per aiutare i giovani

Per gli industriali bergamaschi la vera riforma del lavoro è più questa dell'apprendistato firmata a Bergamo che quella varata a Roma dal governo, vista, quest'ultima, come il fumo negli occhi, come la montagna che ha partorito il topolino.

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Per gli industriali bergamaschi la vera riforma del lavoro è più questa dell'apprendistato firmata a Bergamo che quella varata a Roma dal governo, vista, quest'ultima, come il fumo negli occhi («la montagna ha partorito il topolino», l'ha bollata così il presidente di Confindustria Bergamo, Carlo Mazzoleni).

Sottoscritto giovedì 5 aprile anche dai segretari dei sindacati (Ferdinando Piccinini della Cisl, Luigi Bresciani della Cgil e Marco Tullio Cicerone della Uil) - dopo alcune settimane passate in freezer per il gelo sceso tra le parti dopo alcune critiche del segretario Cisl agli industriali - l'atteso accordo punta a riesumare e a rianimare lo strumento dell'apprendistato come canale privilegiato per l'inserimento dei giovani under trenta nel mondo del lavoro.

Oggi nella nostra provincia i contratti di apprendistato rappresentano il 4-5% del totale delle nuove assunzioni (i contratti a tempo determinato sono il 70%), l'obiettivo dei firmatari dell'accordo è quello di arrivare, nel giro di un anno, al 10% del totale delle nuove assunzioni, a scapito - questo almeno è l'auspicio - dei contratti a tempo determinato o somministrati (interinali).

Sei importanti aziende bergamasche - Same, Abb, Tenaris, N&W, Nolan e Ims Deltamatic - hanno già dato il loro assenso a sperimentare l'applicazione del protocollo sull'apprendistato professionalizzante e stipuleranno nei prossimi mesi qualcosa come 200 contratti.

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