Tunnel carpale, quando la mano chiede attenzione: i segnali da non ignorare
Formicolio, dolore e perdita di forza sono sintomi da non sottovalutare: il dottor Roberto Maggi, ortopedico di Habilita, spiega come riconoscere il disturbo e intervenire con il trattamento più adatto
Lettura 2 min.La Chirurgia della Mano è una branca altamente specialistica della medicina che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie, dei traumi e delle deformità che interessano la mano, il polso e l’avambraccio. La mano è uno degli strumenti più preziosi del nostro corpo: ci permette di lavorare, comunicare, prenderci cura di noi stessi e relazionarci con gli altri. Anche piccoli problemi possono quindi avere un impatto significativo sulla vita quotidiana. Ne parliamo con il Dr. Roberto Maggi, ortopedico di Habilita, specializzato proprio in questo campo.
Perché la chirurgia della mano è una specialità unica?
«La mano è una struttura straordinariamente complessa. È composta da 27 ossa, numerose articolazioni, tendini e muscoli che permettono movimenti fini e precisi, nervi responsabili della sensibilità e della motricità, oltre a una rete vascolare essenziale per il corretto funzionamento dei tessuti. Ogni elemento deve lavorare in perfetta armonia. Per questo motivo la chirurgia della mano richiede competenze specifiche che integrano conoscenze di ortopedia, chirurgia plastica, microchirurgia e chirurgia ricostruttiva».
Quali problemi tratta il chirurgo della mano?
«Le patologie più frequenti sono molte e diverse tra loro. Tra queste rientrano la sindrome del tunnel carpale, il dito a scatto, la malattia di Dupuytren, l’artrosi della mano e del pollice, le tendiniti e le patologie da sovraccarico. Il chirurgo della mano interviene inoltre in caso di fratture e lesioni traumatiche, lesioni dei tendini e dei nervi, cisti e tumefazioni della mano e del polso, oltre che nelle malformazioni congenite. L’obiettivo principale della chirurgia della mano non è soltanto eliminare il dolore, ma soprattutto restituire la migliore funzione possibile. Ogni trattamento viene personalizzato in base alle esigenze del paziente, considerando età, attività lavorativa, hobby e aspettative individuali. In molti casi si privilegiano soluzioni mini-invasive, che consentono un recupero più rapido e un ritorno precoce alle normali attività. Il successo del trattamento dipende spesso da un approccio multidisciplinare e dalla collaborazione tra chirurgo, terapista della mano e paziente. La riabilitazione permette infatti di recuperare movimento, forza e destrezza, contribuendo in modo determinante al risultato finale. Ogni mano è diversa e ogni paziente ha esigenze specifiche. Per questo la chirurgia della mano si caratterizza per un approccio altamente personalizzato, che mette al centro non solo la patologia, ma soprattutto la persona e la sua qualità di vita. Prendersi cura della mano significa preservare autonomia, indipendenza e benessere nelle attività di ogni giorno».
Qual è la patologia che incontra più frequentemente?
«Una delle problematiche più diffuse è la sindrome del Tunnel Carpale. Si tratta di una condizione molto comune che interessa il polso e la mano. Si verifica quando il nervo mediano, che attraversa un passaggio stretto nel polso chiamato “tunnel carpale”, viene compresso o irritato».
Quali sono i sintomi?
«I sintomi possono comparire in modo graduale. I segnali più frequenti sono formicolio o intorpidimento di pollice, indice, medio e parte dell’anulare, dolore al polso o alla mano che può irradiarsi verso l’avambraccio, sensazione di scossa elettrica nelle dita, debolezza della mano e difficoltà ad afferrare oggetti o a svolgere normali attività quotidiane. Spesso i disturbi peggiorano durante la notte o al risveglio».
Quali sono le cause?
«La sindrome del tunnel carpale può essere favorita da diversi fattori. Tra questi ci sono i movimenti ripetitivi della mano e del polso, le attività lavorative o sportive che richiedono un uso prolungato delle mani, la gravidanza, il diabete, l’artrite reumatoide e altre condizioni che possono aumentare la pressione all’interno del tunnel carpale. Anche la predisposizione anatomica individuale può avere un ruolo».
Come viene diagnosticata?
«La diagnosi si basa sulla valutazione dei sintomi e sull’esame clinico. Quando necessario, lo specialista può richiedere esami specifici come l’elettromiografia, o EMG, che consente di valutare il funzionamento del nervo mediano».
Quali sono i trattamenti disponibili?
«Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi. Nei casi iniziali può essere utile modificare le attività che provocano il disturbo, utilizzare un tutore soprattutto durante la notte, ricorrere alla fisioterapia e a esercizi specifici. In situazioni selezionate possono essere indicate terapie farmacologiche o infiltrazioni. Quando invece i sintomi sono persistenti, severi o associati a perdita di forza, può rendersi necessario l’intervento chirurgico di decompressione del tunnel carpale».
Quando rivolgersi a uno specialista?
«È consigliabile richiedere una valutazione medica se i sintomi persistono per diverse settimane, interferiscono con le attività quotidiane o se si nota una progressiva perdita di forza nella mano. Un trattamento chirurgico tempestivo può essere particolarmente importante nei casi avanzati, perché una compressione prolungata può causare atrofia dei muscoli della mano e deficit sensitivi permanenti, con un recupero incompleto anche dopo l’intervento».
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