Italia, tieniti stretto il ct Mancini e la sua idea di gioco

La seconda eliminazione di fila dell’Italia nelle qualificazioni per i Mondiali di calcio significa che, se fra quattro anni ce la faremo, la nostra Nazionale si riaffaccerà alla massima competizione calcistica del pianeta dopo un blackout di dodici anni.

Un’enormità se allarghiamo lo sguardo alla storia azzurra. Una (o due, a seconda dell’unità di misura che si vuole usare) generazione privata di un confronto importante, fondamentale a livello di selezioni. Che potrebbe avere ricadute negative anche sul futuro del nostro calcio oppure – e questo pare inevitabile – innescare la ricostruzione (forse rifondazione è un po’ troppo). Proprio in questa prospettiva si è acceso il dibattito su chi debba guidare la riscossa. Evitando di entrare nel merito di interventi strutturali – dalla gestione e valorizzazione dei settori giovanili all’impiego dei talenti italiani nelle prime squadre – soffermiamoci sull’urgenza del momento, che, prima ancora del cammino verso il 2026, chiama a impostare il lavoro per l’Europeo del 2024.

Con o senza Roberto Mancini al timone? Il partito dell’azzeramento vorrebbe le dimissioni del ct, in primo luogo come atto dovuto dopo il fallimento della missione mondiale. La maggioranza degli osservatori sembra orientata a volerne invece la riconferma. Questa seconda via è la più sensata e si basa sull’evidenza dei fatti, che va al di là dell’incredibile sconfitta con la modesta Macedonia del Nord (cui bisogna sommare i rigori,decisivi, sbagliati nel doppio confronto con la Svizzera durante la fase a gironi): Mancini – 30 vittorie, 13 pareggi e 4 sconfitte in 47 partite – ha dato comunque un gioco credibile e moderno all’Italia, purtroppo penalizzato dalla sterilità di un attacco costretto ad accontentarsi di quel che passa il convento e che ha dovuto fare i conti con gli infortuni (Chiesa avrebbe fatto comodo). Per non dire che in tutta la rosa manca un fuoriclasse degno di questo nome. Durante l’Europeo il ct fece il miracolo di mascherare le lacune arrivando addirittura ad alzare il trofeo. Se vi pare poco... Buttare via tutto, compresa un’idea di base collaudata e che con qualche innesto più incisivo può funzionare bene, rischia di essere un salto nel buio. L’accoppiata Cannavaro-Lippi? Mah... Teniamoci stretto Mancini, che manda segnali incoraggianti. E speriamo non cambi idea.

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