Zone 30 in arrivo in altri undici quartieri di Bergamo: «Coperto l’88% delle strade, più sicurezza»
MOBILITÀ . Lavori entro fine anno. Coinvolti il centro, Redona, Borgo Palazzo, Malpensata e San Tomaso. Il Comune: «Piano praticamente completato, sugli altri assi non ci sono le condizioni per poter intervenire».
Lettura 2 min.È l’ultimo tassello per arrivare alla copertura massima realisticamente raggiungibile. Il Comune di Bergamo è pronto a dare l’accelerata definitiva sul fronte delle Zone (o singole strade) con limite a 30 chilometri orari. Con questa nuova tranche di interventi per la sicurezza stradale, al via nelle prossime settimane in 11 quartieri cittadini e da completare indicativamente entro la fine dell’anno, si arriverà a coprire l’88% delle strade comunali concretamente «trentizzabili», circa 253 chilometri su 287, mentre a giugno 2025 era il 73%. Di fatto, si concluderà il piano di estensione delle Zone e strade 30, lasciando fuori solo quelle situazioni nelle quali intervenire non è possibile o non avrebbe senso.
Altri 48 km
La nuova fase toccherà Conca Fiorita, Redona, Borgo Palazzo, Centro Papa Giovanni XXIII, Centro Sant’Alessandro, Malpensata, Carnovali, Campagnola, Villaggio Sposi, Grumello del Piano e San Tomaso (nel grafico l’elenco delle vie). Si tratta della seconda puntata del pacchetto annunciato lo scorso settembre, per circa 48 nuovi km «trentizzati». «Stiamo chiudendo la prima parte - spiega l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda -. C’è stata una piccola coda rispetto ai tempi inizialmente previsti, legata soprattutto alla posa della segnaletica, ma siamo in fase di completamento. Non ci limitiamo però ai bolli a terra e ai cartelli obbligatori: nelle Zone 30 più estese stiamo rafforzando l’informazione, perché dopo un chilometro magari un automobilista può non percepire più di essere all’interno di una zona con limite ridotto».
Gli interventi rientrano nel percorso avviato col Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). In alcuni casi si tratta di Zone 30 completamente nuove, in altri del completamento di aree già interessate da una limitazione della velocità. Prossimamente verranno pubblicate le ordinanze, che saranno specifiche per ciascun intervento. «Abbiamo scelto di procedere con provvedimenti distinti - sottolinea Berlanda - perché ogni strada deve rispettare le condizioni previste dal Codice. Nelle ordinanze viene quindi motivata, caso per caso, la sussistenza dei requisiti per introdurre il limite. È un lavoro più puntuale rispetto a un’unica ordinanza omnibus e riteniamo sia il modo migliore per operare nell’interesse dei cittadini».
L’88% va però letto correttamente. Non significa che il limite a 30 km/h riguarderà l’88% indistintamente delle strade presenti sul territorio comunale. Il riferimento è infatti alle strade sulle quali è concretamente possibile intervenire, 287 km appunto: «Vengono escluse le direttrici di traffico e gli assi sui quali non è possibile scendere sotto i 50 chilometri orari, oltre alle arterie non di competenza comunale - spiega l’assessore -. Arrivare all’88% significa aver praticamente completato il piano. Quel 12% residuo comprende situazioni sulle quali oggi non è chiaro il regime proprietario, ma anche piccoli peduncoli con passi carrabili o strade di campagna, dove il limite avrebbe poco senso dal punto di vista funzionale. Con questa ultima tranche il grande piano, frutto di un percorso lungo negli anni, può considerarsi sostanzialmente concluso».
«Città più sicura e vivibile»
Ma non si fermeranno gli interventi per la moderazione della velocità. «Le Zone 30 sono uno strumento, non l’unico - continua Berlanda -. Proseguirà il lavoro per integrarle con dissuasori come cuscini berlinesi, speed check e noise check. E, dove i dati e le condizioni lo suggeriranno, potremo valutare ulteriori installazioni di dissuasori rispetto a quelle già previste. L’obiettivo è intervenire non soltanto attraverso il limite imposto, ma modificando anche la percezione e il comportamento di chi percorre le strade. La velocità è una delle componenti che incidono maggiormente sulla sicurezza stradale. Naturalmente nessun intervento può sostituire la responsabilità individuale e il rispetto delle regole, ma possiamo creare condizioni che inducano a rallentare». L’individuazione delle strade è stata effettuata incrociando dati sull’incidentalità e sulle velocità rilevate, presenza di scuole, parchi e impianti sportivi, oltre alle segnalazioni di cittadini e Reti di quartiere. «Il nostro obiettivo - conclude l’assessore - è rendere la città più sicura e più vivibile».
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