Accordo Ibm-governo Usa per il primo stabilimento di chip quantistici

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Il governo USA annuncia un i nvestimento di 2 miliardi di dollari per la partecipazione in 7 aziende che sviluppano computer quantistici , di questi 1 miliardo andrà a Ibm per lo sviluppo di una ‘ fonderia ’, il primo stabilimento di chip quantistici . Un accordo che punta ad accelerare la leadership americana e legare allo stato le principali aziende attraverso una partecipazione azionaria di minoranza.

L’accordo prevede una serie di partecipazioni con investimenti del governo di 100 milioni di dollari in 7 aziende, tra cui Rigetti, Quantinum e D-Wave , che sviluppano computer quantistici di varie tipologie. Ad oggi non esiste infatti una sola tipologia di computer quantistico ma sia aziende che gruppi di ricerca stanno esplorando tante possibili soluzioni di cui ognuna offre vantaggi e svantaggi.

Si tratta di percorsi differenti che possono essere distinti in 4 tipologie: superconduttori, fotoni, atomi freddi e ioni intrappolati. Tutte partecipazioni che puntano a sostenere gli sforzi delle imprese e allo stesso tempo legarle strategicamente al controllo statale , almeno in modo parziale attraverso il Dipartimento del Commercio che “riceverà una partecipazione azionaria di minoranza, non di controllo”.

A questi 700 milioni si aggiungono finanziamenti alla realizzazione di due “fonderie quantistiche ”. GlobalFoundries riceverà 375 milioni di dollari per la creazione di un impianto per realizzare su larga scala componentistica per i vari settori quantistici. Ibm riceverà 1 miliardo di dollari per la creazione di un impianto, che si chiamerà Anderson, capace di realizzare wafer quantistici a superconduttori , le basi su cui realizzare i chip quantistici.

“Ibm è all'avanguardia nell'informatica quantistica da decenni”, ha commentato Arvind Krishna, presidente e Ceo di Ibm. “Il nostro lavoro nella fabbricazione di wafer di silicio è stato fondamentale per il successo di Ibm e sarà cruciale per consentire un panorama tecnologico quantistico più ampio che rimodellerà l'innovazione globale e la competitività economica”.

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