Sci, stagione finita: il primato resta a Valtorta-Bobbio con 320 mila presenze

Turismo invernale La stazione bergamasca-lecchese chiude con 320mila primi ingressi, 70mila dal versante brembano.

Con le ultime discese di venerdì scorso a Colere si è chiusa sulle Orobie la stagione sciistica 2021-2022, stagione che arrivava di fatto dopo un anno e mezzo di stop a causa delle restrizioni Covid. Stagione avara di neve naturale - che ha impedito, per esempio, alla stazione di Piazzatorre, di aprire -. E dove, quindi, gli impianti per la produzione programmata di neve sono stati fondamentali. Ma sui bilanci hanno pesato ovunque i rincari dell’energia elettrica. Pochissima neve dal cielo (a inizio stagione e ormai a piste chiuse), ma anche lunghe settimane di sole che hanno favorito l’afflusso di sciatori, seppure in un contesto non sempre invernale. Valtorta-Piani di Bobbio si conferma il comprensorio principe delle Orobie (bergamasche-lecchesi), con 320 mila primi ingressi, di cui 70 mila dal versante brembano.

La punta maggiore co 7000 mila primi ingressi

«Quanto a presenze è stata una delle migliori stagioni - spiega l’amministratore della società di gestione, la Imprese turistiche barziesi (Itb), Massimo Fossati - anche se non abbiamo avuto picchi giornalieri, ma una costanza di sciatori. La punta maggiore con 7.000 primi ingressi. Fondamentale è stato l’innevamento programmato, diversamente non si sarebbe riusciti a fare questi numeri». Per il prossimo anno sono previsti la nuova seggiovia Ongania (in sostituzione dello skilift) e l’innevamento programmato per l’Orscellera (rimasto chiuso questa stagione). La nuova quadriposto sarà posizionata sulle pendici dell’Orscellera e avrà una portata doppia rispetto allo skilift che sarà smantellato. Contribuirà, quindi, a ridurre le code ai tornelli. Medesime considerazioni sull’importanza dell’innevamento programmato arrivano dalla Belmont Foppolo-Sacif di Giacomo Martignon e Marco Calvetti, gestori di Foppolo che - senza Carisole (solitamente il comprensorio è unificato) - ha avuto tra i 50 e i 55 mila primi ingressi.

«Hanno pesato poi i costi energetici, per i clienti e anche per noi»

«Siamo soddisfatti - dice il direttore Calvetti -. Le presenze, al 90%, si sono spalmate sui weekend, pochissimi gli sciatori durante i giorni feriali, dove abbiamo visto, forse, più stranieri che italiani. In questo, purtroppo, siamo stati penalizzati dalla mancata apertura del comprensorio di Val Carisole. Hanno pesato poi i costi energetici, per i clienti e anche per noi. La chiusura il 3 aprile è stata decisa non tanto per le condizioni delle piste, che erano comunque buone e non hanno mai avuto criticità, quanto per la carenza di clienti». La gestione proseguirà fino all’estate con l’apertura delle seggiovie Quarta Baita e Montebello nei fine settimana di luglio e tutti i giorni di agosto.

Stagione da dimenticare per il comprensorio di Carisole e per la stazione di Piazzatorre

Stagione da dimenticare, purtroppo, per il comprensorio di Carisole, gestito dalla «Sviluppo Monte Poieto». Una mancata apertura che, sicuramente, si è fatta sentire negativamente anche sulle presenze a Foppolo (rimasta con 3-4 piste). La società di gestione ha avuto le seggiovie dopo il rogito di inizio novembre: i tempi per manutenzioni e collaudi erano sicuramente stretti. Più volte annunciata, l’apertura, di fatto, non è mai avvenuta (salvo per due weekend a marzo della sola seggiovia del Valgussera). Le piste (anche sul Conca Nevosa) erano state battute e innevate artificialmente, si è atteso per settimane e mesi la possibilità di effettuare collaudi ministeriali che, però, non sono mai arrivati. Si è giunti così a marzo, quando ormai la stagione era agli sgoccioli. Stagione da dimenticare - quanto allo sci - anche per la stazione di Piazzatorre, dove la seggiovia Gremei è rimasta aperta ma solo ai pedoni e per raggiungere il rifugio omonimo. Rifugio che resterà aperto anche nel weekend di Pasqua (almeno fino a lunedì). Ha avuto, invece, buone presenze il campo scuola dello snowland, al campeggio.

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