Si gioca: Maxi e il mercato Colantuono e l’Udinese

Si gioca: Maxi e il mercato
Colantuono e l’Udinese

La ripresa del campionato dopo l’addio al 2015 con due ko di fila, l’Udinese di mister Colantuono, per sette anni a Bergamo, come antagonista, la prima volta senza più Moralez, il calciomercato che divampa. Non sarà sicuramente un giorno della Befana banale per l’Atalanta che sfida i bianconeri allo stadio Friuli, un gioiello dopo la ristrutturazione.

L’Udinese è sempre stata un punto di riferimento dell’Atalanta per la sua politica oculata ma intelligente che ha consentito al club friulano di conquistare risultati di grande rilievo (è da 20 anni di fila in serie A) come la qualificazione per tre volte alla Champions League (due eliminazioni ai playoff nel 2012 e 2013 e una fase a gironi nel 2005) e addirittura 11 volte in Coppa Uefa/Europa League. L’anno scorso si è però classificata in 16ª posizione, davanti all’Atalanta (17ª), mentre nel campionato in corso è dietro (l’Atalanta è 9ª a 24, l’Udinese 13ª a 21), nonostante un esordio spettacoloso per Colantuono sulla panchina friulana con la vittoria a Torino contro la Juventus.

La squadra friulana si è espressa con grande discontinuità, anche perché ha sofferto molto la catena di infortuni, e rappresenta tuttora un’incognita. Il punto fermo in attacco è Thereau che giocherà in tandem con Perica perché Zapata ha recuperato dopo il lungo stop, ma non può essere al 100% della forma e si siederà dunque in panchina, come il mito Di Natale, in parabola discendente, che ha qualche problemino fisico.

Anche il rendimento dell’Atalanta è stato decisamente oscillante: per mesi ha alternato una partita positiva e una negativa, il congedo dall’anno vecchio è stato segnato invece da due sconfitte consecutive, anche se nella seconda (la prima a Verona contro il Chievo), ovvero nell’1-3 al Comunale contro il Napoli, la prestazione offerta dai bergamaschi non è stato disastrosa: sono stati pagati errori difensivi e la mostruosa bravura di Higuain.

C’è dunque da vedere quale versione della squadra nerazzurra vedremo dopo la sosta di Natale. Sicuramente sarà un’Atalanta senza Moralez. Che sia una perdita da non sottovalutare lo dimostrano le sue presenze in campionato: 17 su 17 partite, come lui soltanto il compagno di reparto Gomez e la rivelazione de Roon. È vero che Maxi ha steccato molto in fase realizzativa (soltanto una rete, per le limpide palle-gol avute avrebbe potuto essere almeno a quota 3 o 4), ma il suo lavoro di qualità e quantità nello scacchiere d’attacco atalantino è stato indiscutibile.

Reja in conferenza stampa è stato molto chiaro: si continuerà con il 4-3-3 come modulo, fiducia in D’Alessandro, che sarà titolare a Udine, così come in Estigarribia, e attesa per i due-tre colpi, in attacco e a centrocampo, che l’Atalanta dovrà sferrare nel calciomercato di gennaio per continuare il processo di crescita che l’allenatore ha in mente. Contro l’Udinese sarà dunque interessante osservare come giocherà l’Atalanta del dopo Moralez e come D’Alessandro sfrutterà la sua grande chance, anche se non è il caso di responsabilizzare eccessivamente il quasi 25enne romano: che giochi con serenità, le potenzialità tecniche per emergere le ha. Se Reja si è esposto così sul tema calciomercato è perché ha avuto la garanzia che l’Atalanta si muoverà oppure perché ha voluto darle una spintarella.... Vedremo.

Un po’ di curiosità, infine, per vedere Colantuono dall’altra parte della barricata. E basta paragoni con Reja. Colantuono ha contribuito a realizzare la storia recente dell’Atalanta con un calcio pragmatico ed efficace e con record che sarà arduo superare, ma ora c’è Reja che sta costruendo l’Atalanta del presente e del prossimo futuro privilegiando il gioco d’attacco. Grazie a tutti e due, ma che vinca Reja, naturalmente.


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