Verdello, barista muore in moto
Aveva perso 2 fratelli in incidenti

Ha perso la vita in un incidente stradale, proprio come i suoi due fratelli, morti 15 e 14 anni fa sulla strada. Claudio Caglioni, 45 anni, di Osio Sotto, da tre mesi titolare del bar «Road 121» a Lurano, è morto domenica 15 novembre dopo aver tamponato, con la sua Honda Cb 1000, un’auto che - stando ai primi rilievi - stava svoltando in una laterale.

L’incidente si è verificato a Verdello sulla provinciale Francesca, per una drammatica coincidenza la stessa strada dove, il 22 ottobre del 1995, all’altezza di Spirano, dunque a pochi chilometri di distanza, morì Silvano Caglioni, che allora aveva 42 anni e abitava a Ciserano: di professione autista, era sposato e aveva due figli, all’epoca di tre e sei anni. Meno di un anno prima, alla periferia di Brescia, aveva perso la vita un altro fratello, Nicola Caglioni, che all’epoca aveva 45 anni, l’attuale età di Claudio, e che abitava nella stessa casa di via Fratelli Bandiera 24 a Osio Sotto dove, in un altro appartamento, viveva Claudio: anche Nicola Caglioni, che faceva l’imprenditore, era sposato, con tre figli di 10, 17 e 20 anni. Lo schianto costato la vita a Nicola Caglioni si era verificato il 13 novembre del 1994, dunque proprio venerdì scorso erano trascorsi 15 anni dalla disgrazia. I primi due fratelli erano inoltre entrambi morti sul colpo, mentre viaggiavano come passeggeri su automobili guidate da amici.

Claudio Caglioni è invece morto in moto, tre ore dopo l’incidente. «È il terzo fratello che perde la vita in un incidente stradale, non abbiamo davvero parole», ha commentato domenica sera Carmela Rossi, vedova di Nicola Caglioni e cognata e vicina di casa di Claudio.

Il drammatico schianto poco dopo le 12,30 di ieri, che tra l’altro era la giornata mondiale di ricordo delle vittime della strada: Claudio Caglioni – separato e senza figli – si stava probabilmente dirigendo, in sella alla sua moto, verso il locale che gestiva da tre mesi con un socio a Lurano. Mentre percorreva la Francesca si è trovato di fronte una Ford Focus che, stando ai primi accertamenti della polizia stradale, pare stesse svoltando in una laterale della provinciale, sembra per entrare in un vivaio.

La moto di Caglioni ha tamponato la Focus con particolare violenza: per l’impatto il motociclista quarantacinquenne è stato sbalzato di sella e, benché indossasse il casco, ha picchiato con violenza la testa sull’asfalto. Immediato è scattato l’allarme al 118, che ha inviato sul posto l’automedica e l’ambulanza.

Le condizioni di Caglioni sono apparse subito gravissime: intubato sul posto, il barista è stato trasportato d’urgenza all’ospedale più vicino, il policlinico San Marco di Zingonia. Il quadro clinico del motociclista si è rapidamente aggravato e, a tre ore di distanza dallo scontro, alle 15,25, Claudio Caglioni è morto.

Allo stesso policlinico sono stati trasportati con un’altra ambulanza del 118 anche il conducente e la passeggera della Focus: D. G., 35 anni, di Spirano, e S. R., 32 anni, di Milano, sono stati medicati e poi dimessi con dieci giorni di prognosi a testa.

La polizia stradale è intervenuta con due pattuglie sul luogo dell’incidente, una proveniente da Bergamo e l’altra dal distaccamento di Treviglio. Gli agenti hanno effettuato tutti i rilievi per ricostruire nei dettagli l’esatta dinamica del drammatico scontro. La salma del quarantacinquenne è stata composta nella camera mortuaria del policlinico di Zingonia, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Proprio la magistratura dovrà stabilire se far eseguire l’autopsia, poi la salma verrà restituita ai familiari per i funerali, che saranno probabilmente fissati lunedì.

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