Mercoledì 27 Gennaio 2010

Ex monastero di Astino
Sopralluogo a febbraio

Prosegue con risultati eccellenti il recupero e la valorizzazione del complesso monumentale di Astino, che da oltre nove secoli rappresenta per l’intero territorio bergamasco un punto di riferimento fondamentale, prima come istituzione religiosa (cessata con la secolarizzazione dei beni ecclesiastici di fine Settecento), poi come istituzione sociale (il convento fu utilizzato come ospedale durante il diciannovesimo secolo). Ora, dopo un periodo di abbandono e degrado, il Monastero è destinato a ritornare a nuovi splendori e a essere valorizzato come bene culturale e paesaggistico, patrimonio dell’intera regione.

Per fare il punto sull’andamento dei lavori e sul futuro dell’ex monastero, lunedì 1 febbraio la Commissione regionale «Cultura e Formazione professionale» guidata dal presidente Daniele Belotti (Lega Nord) effettuerà un sopralluogo direttamente sul posto: l’appuntamento è per le ore 10.30 all’ingresso del monastero in via Astino 13 sui colli di Bergamo.

Ad accogliere la delegazione regionale, per l’occasione allargata a tutti i Consiglieri regionali bergamaschi, ci saranno rappresentanti dell’amministrazione comunale di Bergamo, Giuseppe Pezzoni, il presidente della Fondazione Mia (Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, proprietaria della struttura), e Friedel Elzl, presidente della società Val d’Astino che sta eseguendo gli interventi di recupero.

Complessivamente i costi per i lavori di recupero e valorizzazione della struttura ammontano a circa 8 milioni e mezzo di euro. Due milioni di euro sono a carico di Regione Lombardia, che ha già stanziato 400 mila euro nel 2009 e stanzierà un milione nel 2010 e 600 mila euro nel 2011. La Fondazione Ubi Banca parteciperà con 1 milione e 600 mila euro, la Diocesi con 1 milione di euro per il recupero della Chiesa di San Sepolcro e della torre del Beato Guala. Un milione e mezzo di euro potrebbe arrivare dalla Fondazione Italcementi, altri finanziamenti dalla Fondazione Cariplo, l’auspicio è che i fondi mancanti possano pervenire anche da contributi privati.

«Con questo intervento - evidenzia Daniele Belotti - confermiamo l’interesse e l’attenzione della Regione per i beni architettonici e monumentali che attestano la nostra storia, nonché l’impegno a promuoverli e valorizzarli». L’ex Monastero di Astino dovrebbe diventare per l’80% della sua area il nuovo Conservatorio, mentre il restante 20% potrebbe essere utilizzato per spazi congressuali e per un ristorante che valorizzi le tradizioni enogastronomiche del territorio.

m.sanfilippo

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