Mercoledì 27 Luglio 2011

Università, arriva anche Filosofia
Accordi per le lauree in inglese

All'Università di Bergamo parte il prossimo anno accademico il corso di laurea in Filosofia, vecchio sogno che si realizza grazie alla collaborazione fra i presidi Ivo Lizzola e Claudia Villa (rispettivamente Scienze della Formazione e Scienze Umanistiche) con la regia decisa del rettore Stefano Paleari.

Ma i due costruttori del corso sono i vicepresidi: Francesca Bonicalzi, ordinario di Filosofia morale, e Andrea Bottani, ordinario di Filosofia teoretica e del linguaggio.

«L'interfacoltà era nei fatti – spiega Bonicalzi – perché le risorse professionali dei docenti si trovano in entrambe le facoltà; ma, oltre alla scelta organizzativa, questa soluzione ci permette di lavorare in direzione duplice. Da un lato dare una forte e rigorosa preparazione di base, con il recupero di tutta la storia della filosofia, contenuti e metodi, dall'altra di tener conto della contemporaneità. Per il primo anno tutti i docenti sono interni, tranne il docente di storia della filosofia medioevale, Alessandro Ghisalberti, specialista di reputazione internazionale, che insegna all'Università Cattolica e ha accettato con entusiasmo, essendo di origine bergamasca, di insegnare anche nella sua città».

Due lauree nel tempo di una (quasi) è invece una delle piste di internazionalizzazione che l'Università di Bergamo sta perseguendo con grande determinazione. Il prorettore delegato alle relazioni internazionali, Giuliano Bernini, ordinario di linguistica generale e già preside della Facoltà di Lingue e letterature straniere, sta sbrogliando le intricate matasse burocratiche, normative, organizzative per raggiungere gli accordi che permettono agli studenti di acquisire due titoli, uno presso l'università italiana e l'altro presso un'università straniera, in soli tre anni. Si parla naturalmente di laurea specialistica, in termini accademici occorrono quattro semestri per ottenerne una.

«L'idea – spiega il professor Bernini – è che lo studente frequenti due semestri in più presso un'università straniera e presenti una seconda tesi. Alla fine sarà in possesso di una seconda laurea specialistica conseguita all'estero, risparmiando un anno».

Vi sono accordi già operativi per la facoltà di Economia.

Un altro percorso interessante è il riconoscimento, all'interno di un unico corso di laurea, di esami sostenuti in università straniere in cordata con Bergamo, meccanismo simile a quello dell'Erasmus, ma allargato alla specialistica. Il canale è già aperto per varie facoltà e funziona nei due sensi: sia per gli studenti italiani che vanno all'estero, sia per gli studenti stranieri che vogliono studiare a Bergamo.

Leggi di più su L'Eco in edicola mercoledì 27 luglio

a.ceresoli

© riproduzione riservata