Mercoledì 04 Luglio 2012

Nuovo ospedale, trincea ferma
In rivolta le imprese in subappalto

Dieci milioni di euro non ancora incassati. E i lavori presi in subappalto già ultimati da tempo. Non proprio spiccioli, per almeno una decina di aziende, bergamasche e no, che hanno lavorato in subappalto alla Dec spa di Bari, l'impresa capofila per la costruzione del nuovo ospedale di Bergamo e che sembra sia intenzionata a chiedere nei prossimi giorni il concordato preventivo, portando i libri in tribunale. Martedì si sono incontrati all'aeroporto di Orio per mettere a punto una strategia d'azione per ottenere le spettanze per le commesse realizzate.

L'aria che tira tra le molte imprese, bergamasche e no, che hanno lavorato al cantiere della Trucca in subappalto alla Dec è piuttosto pesante: il timore è che, da un momento all'altro, il colosso edile barese chiuda i rubinetti dei pagamenti, visto che già da tempo il saldo delle spettanze arrivava a rilento e con il contagocce.

Gli imprenditori e gli artigiani che si sono riuniti ieri, e che hanno intenzione di organizzarsi in un comitato, stanno studiando, ognuno con i propri legali, la strada più agevole per ottenere le proprie spettanze, e non si esclude addirittura una «class action» contro la Dec spa.

Tutto ciò getta interrogativi sempre più pesanti sulle possibilità di ottenere il certificato di collaudo del «Papa Giovani» e, di conseguenza, di aprire il nuovo ospedale nei tempi previsti, iniziando il trasloco il 22 ottobre prossimo.

Intanto, era fissato per fine marzo il completamento della trincea drenante voluta dall'azienda per tenere bassa la falda acquifera che preme sull'ospedale e avere una garanzia maggiore sulla questione delle infiltrazioni negli interrati della struttura: il fossato, però, non è stato ancora completato. E dovrà poi essere collaudato.

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a.ceresoli

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