Alta tensione nel Pdl orobico
Il partito sempre più spaccato

Sui massimi sistemi tutti più o meno d'accordo. Poi sul finale ecco le questioni locali, e al Coordinamento provinciale del Pdl sono volati gli stracci.
Dai problemi giudiziari di qualche esponente alle ferite ancora aperte di parte del partito sul tesseramento.

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Sui massimi sistemi tutti più o meno d'accordo. Poi sul finale ecco le questioni locali, e al Coordinamento provinciale del Pdl sono volati gli stracci.
Dai problemi giudiziari di qualche esponente di peso alle ferite ancora aperte di parte (chiaramente quella sconfitta) del partito sul tesseramento e conseguente esito del congresso di febbraio.

Tanto è bastato per far scoppiare la bagarre in via Frizzoni. Annunciata, attesa e alla prova dei fatti improduttiva: il partito era spaccato prima e tale rimane. E del futuro non v'è molta certezza, perché di scossone in scossone il rischio di perdere qualche pezzo oggettivamente c'è.

Il coordinatore provinciale Angelo Capelli però minimizza: «Io so solo che la segreteria non è in discussione. Anzi, il consenso alla nostra proposta politica continua ad ampliarsi». Prova ne sarebbe «la massiccia adesione dei sindaci al documento sulle primarie».

E Capelli affonda il colpo: «Se poi qualcuno non si è ancora abituato a questa gestione e pensa di poter dettare la linea in un altro modo, è il caso che si adegui o cambi partito». Idem sulla questione tesseramento: «Per me fare polemica 9 mesi dopo è un'emerita sciocchezza».

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