Sabato 08 Dicembre 2012

Capitale della cultura, lo slogan
«Bergamo, la terra del fare»

Per sfidare le altre candidate al titolo di Capitale europea della Cultura 2019 Bergamo punta sul tema del lavoro, «valore fondamentale del nostro territorio», come ha sottolineato in commissione consiliare Giorgio Bonassoli, assessore a Turismo e Attività produttive della Provincia.

Nella sala del Consiglio di via Tasso l'assessore Bonassoli ha spiegato le linee guida del Documento d'intenti, l'ossatura del progetto per la candidatura votato dalla commissione all'unanimità, in attesa del voto del Consiglio provinciale lunedì prossimo.

Documento da sottoporre poi alla commissione esaminatrice nel corso del prossimo anno. Altre due le scadenze importanti: fine 2013, data entro la quale verrà indicata una «short list» con le città finaliste, e il 2014, quando verrà nominata la città Capitale europea della Cultura 2019.

La novità annunciata da Bonassoli e da Filippo Simonetti, consigliere del Partito democratico componente del tavolo di lavoro interistituzionale, è la tematizzazione della candidatura. L'obiettivo è rendere Bergamo un «unicum», così da distinguersi dalle altre candidate. Il lavoro e la produttività, che per tradizione caratterizzano i bergamaschi, sono la formula condivisa dal tavolo, di cui fanno parte anche il Comune di Bergamo, la Camera di Commercio, l'Università e la Diocesi.

«Bergamo ha qualcosa da dire sulla cultura del fare – commenta il consigliere Filippo Simonetti –. È proprio in un momento di difficoltà che questa cultura deve essere però aggiornata, con l'internazionalizzazione e l'apertura, in modo da proporre all'Europa un nuovo modello di lavoro». Tasto dolente dell'operazione è l'impegno pecuniario.

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r.clemente

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