Caso Moro, «fu illecito profitto»
La procura gli congela 296mila €

Altra tegola giudiziaria per l'ex presidente del Consorzio di bonifica ed ex assessore comunale del Pdl, Marcello Moro. Secondo la procura quanto percepito dal politico come presidente dell'ente consortile fra il 2007 e il 2012 sarebbe «un illecito profitto».

Altra tegola giudiziaria per l'ex presidente del Consorzio di bonifica ed ex assessore comunale del Pdl, Marcello Moro. Secondo la procura gli emolumenti (circa 275 mila euro lordi) e i rimborsi (21 mila euro) percepiti dal politico come presidente dell'ente consortile fra il 2007 e il 2012 sarebbero stati un illecito profitto, dato che Moro – è la tesi dell'accusa – aveva soltanto sulla carta, ma non di fatto, i requisiti previsti dal regolamento per essere eletto e fare il presidente.

Per questo, su richiesta del sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo ha firmato un decreto di sequestro per quasi 300 mila euro su conti correnti e titoli intestati a Moro. Il reato ipotizzato in questo filone d'inchiesta è truffa aggravata ai danni dello Stato.

Le disponibilità bancarie di Moro sarebbero risultate minori dell'importo calcolato dagli inquirenti come frutto della presunta truffa. La somma «congelata», pertanto, sarebbe inferiore ai quasi 300 mila euro quantificati da chi indaga.

È quasi scontato che Moro, che si dice sereno, presenti entro il termine di 10 giorni previsto per legge un ricorso al Tribunale del Riesame contro il decreto del gip, facendo valere la sussistenza dei requisiti per rivestire il ruolo di presidente del Consorzio.

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