Venerdì 23 Ottobre 2009

Bergamo, meno morti sul lavoro
crescono quelli in ambito agricolo

Nella Bergamasca sono diminuiti i morti sul lavoro, anche se sono aumentati quelli avvenuto nel mondo agricolo: a Bergamo nel 2008 sono stati 18. A livello regionale, però, la Lombardia lo scorso anno ha registrato il minimo storico di decessi in ambito professionale. Il dato è infatti di 172 morti nel 2008 contro le 214 del 2007, pari a un -19,6%. Anche gli infortuni sul lavoro registrano il segno meno (-3,8%) e ha riguardato 10 province su 11. Sono questi i numeri emersi dal Rapporto annuale regionale 2008 Lombardia dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail).

Ad abbattere le morti bianche, sotto il minimo storico di 194 casi del 2005, hanno contribuito le diminuzioni delle morti nell'industria e servizi. Un -25,7% che comprende il -51,9% nelle costruzioni e il -34,6 del commercio. Al contrario, come si diceva, in agricoltura i casi sono quasi triplicati: oltre il 63% dei decessi si è verificato nelle province di Milano (57 morti), Brescia (34 morti) e Bergamo (18 morti). I decessi sono diminuiti in particolar modo a Mantova, Sondrio e Bergamo. Sempre in flessione Brescia, Como, Cremona, Milano e Varese, mentre si registra un aumento a Lodi, Lecco e Pavia.

La Lombardia è comunque la regione al primo posto per numero di infortuni in termini assoluti: 149.506 infortuni denunciati nel 2008. La parte del leone la fa l'industria e servizi con il 94,6% degli infortuni, nonostante un -4%. Il calo infortunistico è invece frutto delle diminuzioni in agricoltura (-7,5%), nelle costruzioni (-13,6%) e nelle industrie manifatturiere (-10,1%). In aumento invece quelli tra i dipendenti dello Stato, +9,4%.

Riguardo alla nazionalità dei lavoratori colpiti da infortuni, la maglia nera la vestono i marocchini e romeni, rispettivamente con 4.751 e 3.245 casi. Seguono in terza e quarta posizione rispettivamente gli albanesi (2.614 casi) e i senegalesi (1.495), mentre cubani e statunitensi stanno in coda, rispettivamente con 93 e 46 episodi registrati. Secondo i dati Istat sono oltre 800.000 gli stranieri residenti in Lombardia a inizio gennaio 2008, di cui circa la metà donne e quasi 200.000 minori, mentre la Caritas indica 950.000 residenti a fine 2007, calcolando anche i ricongiungimenti familiari e chi risiede in Italia per motivi di studio o motivi religiosi. Viene così confermano il primato della Lombardia tra le regioni italiane per numero di immigrati regolarmente soggiornanti (23,9% del totale nazionale), mentre tra le province Milano, con oltre 414.800 stranieri (il 10,4% del totale nazionale) strappa il primato a Roma che, con oltre 404.400 presenze è ferma al 10,1%. I principali paesi di provenienza sono: Romania (95.698 presenze), Marocco (89.127), Albania (82.170), Egitto (49.059) e Filippine (38.873).

fa.tinaglia

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