Artigiani e nuove tecnologie, sì alla legge In Lombardia 580 milioni in sette anni

Artigiani e nuove tecnologie, sì alla legge
In Lombardia 580 milioni in sette anni

Approvata all’unanimità legge regionale che promuove l’innovazione tecnologica e digitale del comparto. Per le 260 mila imprese artigiane lombarde verranno messi a disposizione 580 milioni di euro per i prossimi sette anni. Previsti sgravi fiscali e immobili a canoni agevolati per le start up di giovani imprenditori.

La legge «Manifattura diffusa creativa e tecnologica 4.0», indirizzata alle imprese artigiane lombarde, sostiene l’integrazione tra formazione professionale, ricerca e lavoro artigianale anche in raccordo con le Università, promuove l’imprenditoria giovanile, finanzia la progettazione e l’acquisto di tecnologie innovative.

«Questa legge trae spunto dal fenomeno evolutivo già molto conosciuto e sviluppato negli Usa e in Germania – ha spiegato il relatore Carlo Malvezzi (Ncd) – e si propone di valorizzare quelle aziende artigiane che sperimentano nuove soluzioni produttive e con un livello tecnologico più alto. Abbiamo previsto di mettere a disposizione nuovi finanziamenti europei, aboliamo per i primi cinque anni le tasse regionali e consentiamo l’utilizzo di immobili non utilizzati appartenenti al patrimonio della Regione e delle sue partecipate».

«Vogliamo dare valore alle aziende del territorio –ha aggiunto Daniela Maroni (Lista Maroni), Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza- e assicurare un sostegno concreto all’innovazione tecnologica e a tutto il digitale del comparto, perché così le realtà imprenditoriali potranno migliorare i metodi di produzione, consentendo all’artigianato di passare dal saper fare tradizionale all’innovazione di tipo strutturale». Per il capogruppo del Partito Democratico Enrico Brambilla si tratta di «una legge di cui abbiamo condiviso l’impostazione ma il cui effettivo successo dipenderà dai provvedimenti attuativi, prevedendo per ora solo le linee di indirizzo. Seguiremo quindi con attenzione l’emanazione dei bandi». Michele Busi (Patto Civico) ha giudicato questa legge «un provvedimento importante, perché si propone di innovare uno dei settori storicamente più caratteristici dell’intera economia lombarda. E questa legge interviene in modo apprezzabile sulla formazione continua delle nuove generazioni».

Il voto favorevole del M5Stelle è stato annunciato dal capogruppo Dario Violi che ha sottolineato come «è un passo avanti ma i bandi dovranno essere assolutamente accessibili e trasparenti e scritti nell’interesse della collettività, non cuciti addosso a questo o quell’amico del politico di turno». Riccardo De Corato (FdI) ha evidenziato che «Regione Lombardia è al fianco delle aziende modulando le proprie leggi come fossero strumento nelle mani esperte dell’artigiano, perché esiste progresso solo e dove le leggi non strozzano la libera creatività. Questa legge costituisce pertanto un primo passo per il rilancio della nostra manifattura». Apprezzamento per i contenuti del provvedimento è stato espresso anche dal capogruppo di Ncd Luca Del Gobbo. In Aula è intervenuto infine l’Assessore regionale Mario Melazzini: «Punto fondamentale delle nuove norme –ha detto- è l’integrazione tra formazione professionale, ricerca e lavoro artigiano, in raccordo con Università, Centri di ricerca e imprese, anche in ambito internazionale».

Il provvedimento si fonda sul principio di impresa diffusa, capace di superare delimitazioni dimensionali e settoriali. Entro fine anno saranno predisposti i bandi per ottenere i primi finanziamenti: sono stati previsti 580 milioni di euro per i prossimi 7 anni. Inoltre, per aiutare le piccole e medie imprese e le start up che innovano, è prevista l’abolizione delle tasse regionali per i primi cinque anni e la messa a disposizione a condizioni agevolate degli immobili non utilizzati del patrimonio immobiliare della Regione e delle sue partecipate.


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