Martedì 18 Febbraio 2014

Sul tetto per spegnere l’incendio

Pensionato stroncato da un infarto

Antonio Cassinelli, muratore 74enne

È salito sul tetto per cercare di spegnere con dei secchi d’acqua l’incendio che stava divampando dalla canna fumaria, ma si è sentito male e nonostante i soccorsi non si è più ripreso. È morto così, lunedì sera 17 febbraio a Romano di Lombardia, Antonio Cassinelli, imprenditore edile in pensione di 74 anni che abitava in via Giuseppe Cavagnari.

Tutto è successo poco prima delle 20. L’uomo a quell’ora era in casa con la moglie quando la canna fumaria sul tetto, collegata al camino del salotto, si è surriscaldata e ha iniziato ad andare a fuoco, con il rischio che le fiamme si propagassero al tetto.

I due coniugi hanno subito chiesto aiuto al nipote Daniel Gamba, 19 anni, che vive a fianco con i gentori e che ieri sera subito dopo il fatto ha raccontato: «Insieme alla zia e allo zio siamo saliti nel sottotetto in corrispondenza dell’abbaino, distante cinque metri dalla canna fumaria. Lo zio è uscito sul tetto e io gli ho passato un secchio d’acqua, che lui è andato a versare sulla canna fumaria, poi è tornato all’abbaino, gli ho passato un secondo secchio e si è avviato di nuovo verso la canna fumaria, ma mi sono accorto che tardava a tornare indietro per prendere il terzo secchio che avevo preparato. Mi sono affacciato dall’abbaino e l’ho visto accasciato vicino al comignolo, era evidente che gli era successo qualcosa e con la zia sono salito a prestargli aiuto: gli abbiamo toccato il polso, era molto debole e abbiamo urlato alla gente che osservava dalla strada di chiamare i soccorsi».

A Romano sono arrivate un’automedica e un’ambulanza, con l’autoscala dei vigili del fuoco di Treviglio e due squadre del distaccamento di Romano, ma nel frattempo purtroppo l’uomo è spirato tra le braccia della moglie.

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