1° Maggio, sindacati: meno tasse
per i lavoratori e per i pensionati

Un significato particolare ha per Cgil, Cisl e Uil questo Primo Maggio, Festa dei lavoratori, a 150 anni dall'unità nazionale. I sindacati chiederanno di avviare una riforma fiscale che diminuisca la tassazione sul reddito da lavoro e da pensione.

Un significato particolare ha per Cgil, Cisl e Uil questo Primo Maggio, Festa dei lavoratori, a 150 anni dall'unità nazionale: «Festeggiarlo significa sottolineare il valore storico che il mondo del lavoro ha avuto nella costruzione del nostro Paese, libero e democratico. Un valore sia per il contributo alla crescita e alla modernizzazione sia per quello derivato dalle conquiste sociali di decenni» dicono i tre segretari generali provinciali Luigi Bresciani per la Cgil, Ferdinando Piccinini della Cisl e Marco Cicerone della Uil, riprendendo l'appello delle segreterie regionali.

Insieme, i tre sindacati confederali di Bergamo danno, come ogni anno, appuntamento a lavoratori e pensionati davanti alla stazione ferroviaria alle 9.30. La partenza del corteo da Piazzale Marconi è prevista alle 10. Dal palco in Piazza Vittorio Veneto, poi, dalle 11, interverranno Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil, per i saluti introduttivi, prima del comizio di Antonio Foccillo della segreteria nazionale Uil.

Dalla piazza del Primo Maggio a Bergamo partiranno, ancora una volta, le richieste e le proposte unitarie che Cgil, Cisl e Uil avanzano da mesi al Governo e alla classe politica e dirigente anche locale: innanzitutto chiederanno di avviare una riforma fiscale che diminuisca la tassazione sul reddito da lavoro, da pensione, e che incentivi gli investimenti produttivi, spostando il carico più sulle rendite e i patrimoni.

Ma anche che recuperi le risorse attraverso una più efficace lotta all'evasione fiscale e all'illegalità anche attraverso un ruolo più attivo degli enti locali. Per i sindacati occorre superare l'immobilismo delle istituzioni locali e delle associazioni d'impresa, su temi fondamentali per lo sviluppo del territorio: sostegno del manifatturiero, sviluppo di un sistema terziario più avanzato, investimenti per la realizzazione di tutte quelle infrastrutture che possano aumentare la competitività del territorio.

Necessario anche avviare un Piano provinciale per le politiche del lavoro valorizzando gli accordi realizzati in alcune esperienze significative, riconoscendo la valenza sociale del lavoro. Unitamente all'utilizzo degli ammortizzatori sociali (ordinari, in deroga, contratti di solidarietà) necessari al sostegno del reddito, per Cgil, Cisl e Uil occorre avviare percorsi formativi che offrano opportunità di lavoro e di rioccupazione, come anche intervenire con politiche volte a favorire l'occupazione giovanile di qualità e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, sviluppare un'azione efficace contro il lavoro nero e tutte le forme di dumping e concorrenza sleale, aumentare in maniera più decisa le azioni per la sicurezza sui posti di lavoro.

E occorre favorire interventi in difesa del welfare territoriale a sostegno delle famiglie (assistenza familiare domiciliare, non autosufficienza) per la tutela delle fasce deboli, per la continuità assistenziale, ma anche dei servizi pubblici locali (trasporti, casa, scuola pubblica).

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