La Fornero all'esame della Cisl
«Sono possibili ricadute positive»

La Cisl di Bergamo ha riunito il proprio staff dirigenziale e tecnico per analizzare i contenuti della Riforma Fornero esaminando punti critici e aspetti condivisi, e sottolineando quali, per il sindacato di via Carnovali saranno gli aspetti più «spendibili» sul territorio.

La Cisl di Bergamo ha riunito il proprio staff dirigenziale e tecnico per analizzare i contenuti della Riforma Fornero, esaminando, insieme a Francesco Lauria della Cisl nazionale, punti critici e aspetti condivisi, e sottolineando quali, per il sindacato di via Carnovali saranno gli aspetti fondamentali e più «spendibili» sul territorio.

La Riforma del lavoro, sulla quale nonostante un lungo confronto tra Governo e Parti sociali non si è raggiunta un'intesa, si fonda su un equilibrio faticosamente raggiunto rispetto a posizioni diverse e contrapposte, che avranno con tutta probabilità qualche strascico in possibili correzioni da attuare già in sede di prima attuazione delle nuove norme.

«Innanzitutto - ha detto Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl di Bergamo - il nostro giudizio sulla riforma è articolato, trovando in parte di essa, quella condivisa nel percorso con le parti sociali, aspetti di effettiva positività, mentre seguiamo con attenzione l'iter parlamentare volto all'approvazione di alcuni emendamenti che Cgil, Cisl e Uil hanno concordato con la maggioranza che appoggia il governo Monti per migliorare ulteriormente l'impianto legislativo».

«A noi interessa soprattutto valorizzare le ricadute territoriale. In particolare poniamo una grande attenzione agli aspetti relativi all'arbitrato e alla conciliazione, strumenti che intendiamo utilizzarli come priorità per una effettiva tutela individuale ai tanti lavoratori che oggi si ritrovano in condizioni di debolezza nei confronti dell'impresa».

«Sulla riforma degli ammortizzatori sociali vogliamo portare il nostro contributo affinché venga effettivamente garantita l'universalità per tutti i lavoratori attraverso la centralità delle esperienze di bilateralità che abbiamo sviluppato sul territorio e che venga accompagnata da più incisive politiche del lavoro sul versante della riqualificazione e rioccupazione che dovranno costituire un elemento fondamentale».

«Infine, la Cisl Bergamasca segue con particolare attenzione l'iter che prevede l'introduzione della "partecipazione", ovvero della possibilità data a i lavoratori di entrare nell'azionariato della propria azienda. Bergamo e i suoi "attori sociali" hanno dato più volte prova di particolare acutezza lungimiranza nell'individuare soluzioni e percorsi in campo occupazionale e economico che poi hanno fatto da apripista anche a livello nazionale. Dobbiamo ritrovare una visione condivisa e una disponibilità nuova per poter "inventare" strumenti che sappiano darci la giusta spinta per uscire dalla morsa di questa crisi».

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