Sabato 01 Agosto 2009

Istat, a luglio inflazione a zero
I consumatori: segno di recessione

Anche a Bergamo, come nel resto del Belpaese, il carovita scende a quota zero. L'indice dei prezzi al consumo, di cui è stata fornita un'anticipazione provvisoria nella giornata di venerdì 31 luglio, a luglio registra infatti una variazione percentuale, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, pari allo 0,0 per cento. Ma la percentuale sale allo 0,2% rispetto al mese precedente. Dati analoghi a quelli nazionali, dove l'inflazione ha toccato il livello più bassso dal settembre del 1959.

Ad aumentare in città sono in particolare i capitoli di spesa «ricreazione, spettacoli e cultura», nel quale i rincari dei prodotti turistici sono stati parzialmente controbilanciati dalle diminuzioni dei prodotti elettronici. Sale anche la voce «trasporti».

Qualche aumento si registra anche nel capitolo «abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili». Scendono invece, seppure l'andamento sia contrastante, i capitoli dei «generi alimentari», quello dei «servizi sanitari e spese per la salute» e il capitolo «servizi ricettivi e di ristorazione» (-0,2% rispetto a giugno e -0,4% rispetto a luglio del 2008) nel quale calano gli alberghi, mentre sono in crescita ristoranti, pizzerie e simili, camping, agriturismo.

Un calo, quello relativo a quest'ultimo capitolo, alquanto significativo per Maurizio Regazzoni, segretario generale Uiltucs-Uil Bergamo e presidente dell'Adoc: «Emblematico è il calo del costo degli alberghi nonostante la stagione estiva - rileva Regazzoni - sicuramente questo periodo di crisi economica sta portando gli albergatori a rendere l'offerta più appetibile per il consumatore, anche se i prezzi rimangono comunque elevati nonostante gli sconti».

Interviene, invece, sull'inflazione zero il segretario di Adiconsum Bergamo Eddy Locati, che considera l'azzeramento un dato positivo per il potere d'acquisto, ma anche un chiara conseguenza della recessione: «Abituati per molti anni ad aumenti, l'inflazione zero rappresenta certamente un dato positivo per il potere d'acquisto, ma non per tutti - ci tiene a precisare Locati - infatti, occorre tener conto che per molte famiglie il reddito disponibile è inferiore al passato per la cassa integrazione, la perdita del posto o di quell'integrazione al reddito proveniente dal lavoro nero. L'inflazione zero è una conferma della recessione in atto».

Lo conferma anche Federconsumatori, che parla infatti di una situazione di disparità e di dati non del tutto effettivi: «Ancora una volta purtroppo siamo di fronte a dei dati che non sono affidabili - dicono - l'azzeramento non è effettivo in quanto i dati sono relativi. Inoltre, se da un lato l'inflazione zero può essere vista come positiva, dall'altro nasconde un calo del potere d'acquisto delle famiglie».

f.morandi

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