Il rilancio degli artigiani parte dalla Spagna

Da costo e zavorra a risorsa e opportunità. È questo il percorso che deve compiere la responsabilità sociale d’impresa nella mentalità del piccolo imprenditore. «L’artigiano bergamasco ha sempre vissuto nella consapevolezza di tale responsabilità, sia nei confronti di se stesso, sia della famiglia, della comunità, del territorio. Oggi, però, tale atteggiamento non può più essere lasciato alla naturalità del sentimento di ciascuno, ma si deve trasformare in piena coscienza imprenditoriale a tutti gli effetti». Angelo Carrara, presidente dell’Associazione artigiani di Bergamo dal settembre dell’anno scorso, ha definito in questi termini le linee guida che hanno caratterizzato i lavori della XXI Conferenza organizzativa dell’associazione di Via Torretta - in corso a Gran Canaria (Spagna) - e che ha vissuto il culmine dell’attività proprio nel convegno svoltosi sul tema «L’etica del lavoro nel terzo millennio. La responsabilità sociale dell’impresa tra convenienza e valori».
«La complessità dell’ambiente, le strategie di sviluppo sostenibile, di generazione del valore, di riequilibrio tra bisogni in aumento (di salute, benessere, previdenza) e risorse sempre più rare e costose, di riduzione degli sprechi, ci portano alla responsabilità sociale d’impresa – ha sostenuto Ulderico Capucci, consulente partner di Neo-Polis -. È necessario mettere più valore in tutte le relazioni interpersonali, perché l’impresa vive in quanto interagisce con clienti, fornitori, ambiente, territorio. Senza di loro non avrebbe modo di esistere». Con tutti gli interlocutori c’è uno scambio di valore, che può essere positivo o negativo, ma mai neutro, ha sostenuto il relatore. «L’impresa può sfruttare o coltivare le molteplici relazioni. Lo sfruttamento dà risultati immediati, ma non produce frutti nel futuro. La coltivazione al contrario garantisce una continuità. Il negoziante che convince una cliente ad acquistare un abito inadatto, nell’immediato realizza un profitto. Ma l’insoddisfazione che emerge in seguito nell’acquirente fa sì che perderà quella cliente, che probabilmente farà anche cattiva pubblicità. Il rivelare l’inadeguatezza del vestito, invece, fa venir meno un profitto immediato, ma produce, “coltiva”, un rapporto che si fidelizza nel tempo».(02/05/2008)

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