Rivali a picco
L’Atalanta vola

Il vento soffia forte a favore dell’Atalanta, gli dei del pallone sono follemente innamorati della gioventù nerazzurra, ne premiano la bravura e l’audacia e puniscono ferocemente le milanesi, in evidente stato confusionale. Immaginazione a parte, il verdetto della quattordicesima giornata di ritorno è un trionfo per i colori bergamaschi: le sconfitte di Inter (sabato a Firenze per 5-4) e Milan (addirittura in casa con l’Empoli per 2-1) aprono un’autostrada alla corsa atalantina verso l’Europa League.

Gasperini e i suoi uomini vantano ora un vantaggio di sette punti sui nerazzurri di Pioli (settimi in classifica e fuori dalla zona Europa) e di cinque sui rossoneri, che occupano il sesto posto, l’ultimo utile per accedere alla competizione continentale ma partendo dai preliminari di luglio. La matematica lascia ancora spazio a esiti «catastrofici» (giusto per enfatizzare un’eventuale quanto improbabile delusione nelle ultime giornate) ma, realisticamente, a cinque turni dal traguardo, solo il re dei pessimisti scommetterebbe sulla mancata qualificazione dell’Atalanta (quinto o sesto posto che sia).

La sofferenza nella vittoria di sabato contro il Bologna (3-2) dice che un po’ di ansia, in vista di una conquista tanto prestigiosa, serpeggia tra le maglie nerazzurre, ma Gasperini trova sempre le mosse giuste per gestire anche i momenti più delicati e la società che ha fatto quadrato sin dal preoccupante avvio di campionato è una garanzia. In sintesi, mentre le rivali inciampano, l’Atalanta è sul pezzo e prende il largo sfruttando il vento in poppa. Vedremo fra tre settimane dove metterà la prua al momento del fatidico incrocio con il Milan. Non è detto che, di questo passo, sia così decisiva quella sfida, come – non pronosticando un simile crollo delle milanesi – si era fin qui prospettato. Ok, venerdì arriva la Juve delle meraviglie, ma Allegri farà un po’ di turnover in vista della Champions e l’Atalanta, che già, pur perdendo, qualche fastidio l’ha dato ai bianconeri negli ultimi confronti, gioca in casa e ha una fame atavica (non li batte dal 2001, timoniere Giovanni Vavassori). Basterebbe anche non perdere per cementare l’autostima. La porta dell’Europa è spalancata, ora l’importante è non varcare l’uscio sbagliato.

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