Venerdì 01 Giugno 2012

Matteo Gritti sullo zingaro:
«Disse che ci sparava alle gambe»

Matteo Gritti, portiere ex AlbinoLeffe che ha poi trascorso gran parte della sua carriera in Svizzera, prima al Chiasso e poi al Bellinzona. Come togliendosi un grosso peso, il portiere ha confermato agli inquirenti ciò che già era emerso dagli interrogatori e dai riscontri di indagine sul tentativo di «esportazione» del sistema dall'Italia ai campionati elvetici.

La spinta - ha spiegato Gritti al gip - era quella del gruppo degli zingari che lo aveva scelto, insieme al ds del Bellinzona Ragini, come tramite per il passaggio di confine. Gritti afferma di aver in un primo momento rifiutato le proposte di combinare le partite, ma racconta poi del clima intimidatorio che si sarebbe generato dopo il no.

«Se non fate come diciamo vi spariamo alle gambe»: queste sarebbero state le parole rivolte da Ilievski, uno dei leader del gruppo dei cosiddetti zingari, rivolte a Gritti per costringerlo ad accettare di entrare nel sistema illegale. Particolare che rivela i metodi e la pericolosità dell'organizzazione transnazionale e delle sue cellule attive in Europa.

A Cremona doveva essere la giornata di Christian Bertani, ex attaccante del Novara attualmente alla Sampdoria. Ma la linea difensiva scelta dai suoi legali è stata quella del silenzio. Il suo interrogatorio di garanzia davanti al gip Guido Salvini è durato poco meno di un'ora: Bertani, indicato come referente per diversi match truccati dalle deposizione di Carobbio e Gervasoni, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Una scelta un pò a sorpresa, considerando anche i forti sconti di cui godono - per la giustizia ordinaria come per quella sportiva - i collaboratori. «Bertani si ritiene estraneo alla vicenda - hanno spiegato uscendo dal tribunale i legali -. Gli sono stati contestati spostamenti e altre circostanze che risalgono a molto tempo fa; per cui ci siamo riservati la facoltà di effettuare ulteriori verifiche».

In mattinata il primo ad essere interrogato, invece, era stato Alessandro Pellicori, interrogato a proposito di diverse partite del Mantova e anche di quella tra Torino e Siena della passata stagione. Secondo quanto emerso Pellicori avrebbe ammesso contatti con Gervasoni che gli avrebbe proposto di collaborare ad alcune combine, ma nega di aver accettato di commettere illeciti.

Intanto il gip Salvini ha fatto sapere che fino a lunedì non sono previste nuove scarcerazioni dopo quelle di ieri di Acerbis e Turati. Questo significa che anche Mauri e Milanetto (per cui la Procura si era espressa positivamente per la concessione dei domiciliari) trascorreranno anche il weekend nel carcere di Cà del Ferro a Cremona, a disposizione per nuovi eventuali interrogatori davanti al pm Di Martino, dopo che dai colloqui di giovedì erano emersi nuovi particolari e nuove gare sospette che fonti giudiziarie avevano definito «impreviste».

r.clemente

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