Galeone, il talent scout di  Gasperini «Tatticamente era già un genio»
Giovanni Galeone, tecnico che ama da sempre il calcio offensivo

Galeone, il talent scout di Gasperini
«Tatticamente era già un genio»

Contraccolpo? Proprio no. Non quest’Atalanta, non con Gasperini. Chi lo sostiene conosce molto bene il tecnico di Grugliasco: parla Giovanni Galeone, allenatore e guru del calcio offensivo. Lui che al Pescara aveva allenato il Gasp calciatore, che già ai tempi era «un genio tatticamente».

«L’Atalanta gioca splendidamente, sa quello che vuole il suo allenatore: l’organizzazione di Gasperini è unica», sottolinea Galeone, maestro non solo del nerazzurro ma anche di Allegri, che ha appena disarcionato l’Atalanta dal treno dei sogni. Atalanta deludente? «Avendola vista contro la Roma, forse mi sarei aspettato qualcosa di più, ma in una situazione del genere era davvero difficile uscire indenni dallo Stadium: la Juventus è partita a mille, in quei casi c’è poco da fare. Oltretutto, l’inesperienza dei nerazzurri si è un po’ sentita».

Dopo sei vittorie di fila, una brusca caduta: contraccolpo possibile?«Non credo proprio: ripartirà sicuramente e immediatamente. Conosco bene Gasperini: è una persona di grande equilibrio, sa sempre gestire le situazioni nel migliore dei modi, sia quando si vince che quando si perde. Basti pensare alla reazione che ha avuto la squadra dopo un inizio di campionato difficile».

Quindi, l’Atalanta tornerà presto grande? «Otterrà la salvezza senza il minimo problema, non se ne discute nemmeno. Sono sicuro che rivedremo presto la bella squadra degli ultimi mesi: giocando come sa, l’Atalanta può togliersi altre soddisfazioni. L’Europa non sarà facile, ma questa squadra è alla pari del Torino ed è superiore alla Samp e ad altre pari grado: può chiudere tra il sesto e l’ottavo posto, subito dopo le grandi». Che tecnico è Gasp?«L’organizzazione, la copertura degli spazi e la serietà professionale sono i suoi punti di forza: capisce immediatamente qualità e debolezze dell’avversario, dove coprirsi, dove colpire».

Leggi di più su L’Eco di Bergamo di martedì 6 dicembre 2016

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