Sabato 08 Febbraio 2014

L’Atalanta tiene testa alla Viola

Peccato le occasioni sbagliate

L’occasione di Bonaventura con parata di Neto
(Foto by Magni)

Decima sconfitta dei nerazzurri in trasferta sulle dodici disputate. Ma il passo falso con la Fiorentina va digerito in maniera differente. Sì perché la prestazione dell’Atalanta deve aver soddisfatto anche i più critici che hanno seguito la partita.

In Toscana, infatti, l’undici orobico ha tenuto testa agli accreditati avversari e se l’Atalanta, alla fine, si fosse trovata in saccoccia la suddivisione della posta in palio si parlerebbe di risultato equo. Bene l’Atalanta sotto l’aspetto della determinazione e del costrutto del gioco.

Purtroppo le tre-quattro occasioni da gol create sono state gettate al vento nei pressi della porta viola. Mettiamoci, poi, il rigore, apparso a molti, negato dal modesto arbitro Giuda. L’uscita a gamba tesa del portiere Neto su Moralez andava giudicata in modo diverso.

Il contestato episodio è accaduto alla mezz’ora con gli atalantini in svantaggio, allora, di una sola rete. A livello individuale , sugli scudi Giacomo Bonaventura, evidentemente al top del rendimento. Non male Benaloune (che grinta e movimento!), Stendardo, Yepes e Moralez. Così così, questa volta, German Denis e non solo perché è rimasto all’asciutto in fase realizzativa.

Sufficiente Consigli, autore di un paio di importanti parate, anche se sull’applaudito gol su calcio di punizione da fuori area, del vantaggio gigliato, è rimasto praticamente fermo. Al tirar delle somme, 2-0 a parte, si è visto un team in piena salute fisicamente e anche concentrato a dovere e con una gran voglia di recitare ruoli di un certo spessore.

Ciò che di buono la squadra ha offerto in riva all’Arno dovrà, comunque, confermarlo già domenica prossima quando allo stadio «Azzurri d’Italia» si confronterà con il Parma, allenato dal bergamasco ed ex Roberto Donadoni. Riprendere subito a collezionare punti, contro antagonisti meritevoli di rispetto ma al tempo stesso abbordabili, rientra nelle aspettative definibili razionali. O no?

Arturo Zambaldo

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