Martedì 18 Febbraio 2014

Remer, un migliaio di tifosi a match

Il PalaFacchetti cerca i supporter

Quanto ad affluenza di pubblico il basket orobico deve accontentarsi del quarto posto, dietro a sua maestà Atalanta e alle pressoché pari merito Albinoleffe (sempre calcio) e Foppapedretti (volley).

La graduatoria trova conferma nei dati ufficiali dalla Lega della terza divisione nazionale indicanti una media-partita di 1123 spettatori al PalaFacchetti durante le gare della Remer nel girone di andata della corrente regular season.

Una cifra non esaltante tenendo anche conto del soddisfacente spettacolo offerto dalla categoria in questione. A condividere in pieno il tutto è stato l’autorevole Alberto Mattioli proprio colui che creò 8 lustri or sono il pallone a spicchi a Treviglio, portando l’attuale Blubasket nell’allora serie cadetta. “Sarebbero auspicabili, almeno 400 paganti in più, la domenica, sulle scalinate dell’invitante PalaFacchetti”.

Sono le parole di Mattioli riportate sul sito on line de L’Eco, l’indomani della sua trionfale elezione a presidente del Comitato lombardo. Basket, dunque, poco ricettivo da noi? A smentirlo è il ricordo dei 3 mila appassionati che,spesso e volentieri, riempivano il palasport del capoluogo in occasione delle gare dell’Alpe Sav, in A2, gestione Dante Signorelli. E, ancora, il corposo numero di tesserati sparsi in provincia comprese le altrettanti squadre. Inevitabile, poi, collegare il migliaio di tifosi che fecero puntualmente registrare il tutto esaurito alla palestra Zanovello dei Salesiani, più di 30 anni fa, nel corso degli incontri dello stesso team della Bassa.

Si potrebbe, in tal caso, parlare del classico zoccolo duro (sia pure miscelato dalle sopraggiunte generazionali carte d’identità) che per fortuna resiste eccome. Qualcuno mette in relazione, inoltre, l’insufficiente presenza al PalaFacchetti con la distanza da Bergamo e dalle Valli. Potrebbe stare in piedi visto che risulta molto difficile notare spettatori non residenti in quel circondario. Altri, invece, auspicherebbero adeguate iniziative promozionali senza però entrare nei dettagli. Una cosa è, comunque, certa: una disciplina tanto affascinante meriterebbe un seguito e un attaccamento decisamente superiore nei confronti del club numero uno del nostro territorio.

Arturo Zambaldo

© riproduzione riservata