Coltellate per sfregiarla al volto
Sette anni all’ex convivente

Gli sfregi al volto sono permanenti e per lei rappresenteranno per sempre il ricordo di quanto era successo quella sera. Quando l’ex era entrato nella comunità protetta, dove la giovane aveva trovato ospitalità dopo le minacce e le botte subìte, e le aveva sferrato diverse coltellate.

Martedì lui, R. M., marocchino di 26 anni, è stato condannato in abbreviato dal gup Bianca Maria Bianchi a sette anni per lesioni gravissime e porto abusivo di coltello. La vicenda è del 2016. Lei, marocchina ora ventiduenne, decide di lasciare R. M. col quale aveva fin lì convissuto e da cui aveva avuto una figlioletta che adesso ha 4 anni. Il giovane non accetta la separazione e, secondo la versione accusatoria, per farla desistere dai suoi intenti, minaccia e picchia la compagna. Lei, però, è decisa e non torna sui suoi passi. La sera del 30 settembre scorso, intorno alle 23, R. M. è riuscito a entrare nell’istituto religioso di Torre Boldone dove la ex era ospitata insieme alla figlioletta.

Il giovane ha fatto irruzione nella stanza della ventidueenne (la bimba dormiva invece in un’altra camera), ha scansato un’ospite della struttura con cui lei stava parlando e poi s’è avventato sulla ex convivente con un coltello, ferendola alla fronte, alla guancia sinistra e all’orecchio sinistro.

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