«Donna mite, mancherà il tuo sorriso» Zandobbio, l’ultimo saluto a Bruna

«Donna mite, mancherà il tuo sorriso»
Zandobbio, l’ultimo saluto a Bruna

«Mancheranno la tua mitezza e il tuo sorriso. Eri una donna mite, solare, intelligente, dedita al lavoro. Il suo stile diventi il vostro stile». Il parroco don Marco Grigis ricorda così Bruna Calegari, la donna di 59 anni trovata morta una settimana fa nel suo ufficio del municipio del paese.

I funerali nel pomeriggio di venerdì 8 novembre: «Da giovedì scorso la comunità vive nello sconforto: è calato il buio su Zandobbio e sulla vostra bella famiglia. Siamo in tanti oggi. E per il futuro, non lasciamo sola questa famiglia» continua il sacerdote in una chiesa colma di persone e commossa nel dolore.

A prendere la parola anche il sindaco Mariangela Antonioli: «Ricordo il suo saluto gentile e garbato, il fiore fresco che portava ogni mattina. Grazie Bruna per la tua dolce presenza. Grazie per l’eredità di valori che ci hai lasciato: discrezione, gentilezza, onestà, rispetto delle istituzioni e dell’ambiente». Un saluto e un messaggio anche dai rappresentanti della Protezione civile: «Bruna, piccola donna dal cuore grande. Il nostro gruppo sarà parte della vostra famiglia se lo vorrete».

I funerali sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Zandobbio. Giovedì sera una veglia alla casa del commiato «Monieri» di Trescore Balneario (al 21 di via Roma), dove la salma è stata composta nella camera ardente.

Bruna Calegari

Bruna Calegari

Bruna Calegari era già stata ricordata anche sabato, in occasione della cerimonia del IV novembre, svoltasi in forma ridotta proprio per via del lutto che aveva colpito, soltanto due giorni prima, il paese. L’impiegata era stata trovata a terra nel suo ufficio, tra uno scaffale di faldoni e la sua scrivania, accanto a una piccola scaletta e con a terra un paio di grosse forbici d’ufficio e, tra il torace e il collo, tre ferite compatibili proprio con le forbici: una più profonda, all’altezza del cuore, e le altre due superficiali, al torace e al collo.

Inizialmente gli inquirenti non avevano escluso l’omicidio, ma con il passare delle ore questa ipotesi aveva perso lentamente consistenza. Le telecamere esterne al palazzo comunale non avevano infatti ripreso persone sospette entrare e uscire, dalla vita di Bruna Calegari – passata al setaccio dai carabinieri – non erano emerse ombre, né sul lavoro né a livello famigliare e delle conoscenze, e dunque non è stato nemmeno possibile ipotizzare un eventuale movente. Con l’autopsia le informazioni che mancavano: le ferite sono risultate compatibili con un incidente e l’impiegata sarebbe caduta dalla scaletta, dov’era salita per prendere o riporre un faldone e con in mano le grosse forbici.


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