Mario, 50 anni da muratore  ma la pensione resta un sogno

Mario, 50 anni da muratore
ma la pensione resta un sogno

Nonostante abbia 65 anni e 50 di lavoro sulle spalle deve aspettare ancora un anno da disoccupato per ricevere la pensione.

Ha le ginocchia logorate dal lavoro e le dita doloranti, schiacciate modellando il ferro. Il signor Mario (nome di fantasia), è un ferraiolo bergamasco di 66 anni, in cantiere da quando ne ha 15. «Dovevo già essere in pensione lo scorso anno, ma con la riforma Fornero devo aspettare fino all’anno prossimo» racconta al telefono da casa. Perché al momento un lavoro non ce l’ha. E con la sua età, difficilmente ne troverà uno. Questo anno in attesa della pensione, sarà un limbo: «Se ti presenti in un’azienda e dici quanti anni hai, alla mia età, non ti prendono neanche in considerazione – spiega Mario -. Chi assume una persona di 65 anni per lavorare in cantiere? Il mio è un lavoro duro. La stessa cosa vale per i muratori e in generale per chi lavora nell’edilizia».

Gli ultimi anni per Mario sono stati molto difficili dal punto di vista fisico: «Ho lavorato anche sulla Brebemi, con il sole e sotto la pioggia, il mio lavoro mi è sempre piaciuto – dice con un pizzico di orgoglio -. Ma sono stati anni durissimi dai 62 in poi. Il fisico non è più lo stesso, le gambe iniziano a cedere, non c’è più la forza dei 20 anni. Anche quando devo stare sui tetti è faticoso, può mancare l’equilibrio. Non è che abbia paura di fare determinate cose, è il mio corpo che non regge più come una volta. In questi anni ho avuto diversi incidenti sul lavoro: mi sono schiacciato le dita e ho avuto un incidente con il camioncino sull’autostrada. Anche le ginocchia sono messe male, a forza di piegarmi e lavorare a terra»



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